Andare per cimiteri
Per ritrovare la tomba di Jim Morrison, ieri, trent’anni dopo la mia prima visita, è bastato seguire i passi degli altri suoi visitatori, gli unici a inerpicarsi anche con la pioggia sul pavé sconnesso del Père Lachaise. Salivano quasi tutti in silenzio, giovani e anziani, provenienti da tutto il mondo. Ed erano facilmente riconoscibili dal look, comodo ma non alla moda, come si addice a chi ama il rock. In pochi a dire il vero hanno poi sostato davanti alle tombe di Chopin, Proust, Balzac, Oscar Wilde, Colette, Edith Piaf e degli altri personaggi illustri che sono seppelliti in questo cimitero di Parigi che è il più visitato al mondo. Solo una sosta, rapida, e l’immancabile foto davanti alla tomba un po’ anonima dell’Angelo dei Doors, morto a 28 anni in una vasca da bagno di un piccolo appartamento nel Marais. Sulla lapide, c’erano qualche fiore appassito e un paio di lumini. Nient’altro. 
Scene diverse avevo visto a Mosca sulla tomba di Vladimir Visockji, il grande cantautore e poeta russo, morto d’infarto nel 1980, dopo una vita spericolata che nulla ha avuto da invidiare a quella di Jim Morrison. Ci sono infatti montagne di fiori, bigliettini, dischi di vinile ed altri piccoli ricordi a coprire la lapide del mitico Volodja. E spesso si vedono comitive di giovani e anziani raccolti attorno alla statua di bronzo eretta lì a fianco, che ascoltano tutti assieme le sue canzoni, magari da un vecchio mangia-dischi. Ci passano le ore, nel cimitero. E mangiano e bevono, per festeggiare adeguatamente il defunto. E’ così al Vagankovskoye, dove riposa Visockji, ma anche al Novodevjcji, che è il cimitero più importante di Mosca, dove si trovano le tombe di Majakovskij, Ejzenstein, Cechov, Bulgakov, Sostakovic e tanti altri. Ma si sa, l’anima russa è romantica. E forse è per questo che i loro cimiteri sono sempre pieni di gente e di fiori.
Andare per cimiteri fa bene comunque. E non solo perchè si respira, immersi finalmente nel silenzio, e ci si prende una pausa dai ritmi infernali delle città. In questi archivi di pietra si colgono infatti i segni del tempo e delle varie civiltà. Nessun cimitero è uguale ad un altro. E cogliere le differenze aiuta a capire sia i luoghi che gli uomini che li abitano.











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