Black Label & Arab World

set 28, 2011 by

Black Label & Arab World

Che una bottiglia di whisky possa aprire molte porte è cosa risaputa. E infatti chi viaggia per lavoro la mette spesso in valigia, perchè nei momenti più delicati può diventare l’asso nella manica. Non si sa mai. Può servire per ottenere un permesso, per accedere a un personaggio importante, oppure solo per blandire un doganiere o un poliziotto troppo insistenti. Nei Paesi arabi c’è però un solo whisky che funziona a tale scopo. Ed è il Johnnie Walker, soprattutto se etichetta nera, Black Label

A dire il vero, e anche se piaceva a Winston Churchill, non è un grande whisky. Come tutti i blended. Eppure è il whisky scozzese più venduto al mondo. Forse perchè il suo gusto è più abbordabile, alla portata di tutti i palati, in una parola sola più standardizzato. Certo è che in tutto il mondo arabo, dal Marocco al Pakistan, chi vuole trasgredire ai precetti islamici preferisce farlo con il Johnnie Walker  etichetta nera, che rappresenta ormai una sorta di status symbol, anche se non lo si può ostentare, se non in privato. Provare per credere. A me è capitato di regalare dei “torbati” che non hanno suscitato nemmeno un sorriso nei miei interlocutori; mentre invece, alla sola vista di quell’etichetta messa di sghembo, “con un angolo di 24 gradi” – come recita la pubblicità – c’è stato un console che mi ha fatto personalmente un visto, di notte e di domenica. Non è perciò casuale se nella villa di Seif al Islam, il figlio di Gheddafi,  i saccheggiatori abbiano trovato non solo champagne ma anche whisky, soprattutto di questa marca. L’ho letto sul Corriere della Sera. E mi sono stupito. Da un lato perchè Seif  ha studiato in Inghilterra, e quindi non può non conoscere l’abisso che separa un volgare blended da un single malt. E dall’altro perchè al giovanotto non  facevano certo difetto i soldi, e quindi poteva aspirare senza problemi al meglio che c’è in questo campo.

Devo perciò dedurne che agli arabi difetta ancora una buona educazione etilica. Hanno altri pregi, lo so, ma questo non è una lacuna da poco. Come i pellerossa nel West americano, usano infatti l“acqua di fuoco” per stordirsi, oppure solo per il gusto di trasgredire, ignorando invece i precetti del bere bene. Ed è un peccato. Anzi, per loro il peccato è doppio.

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2 Comments

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