Bufale dalla Corea

gen 4, 2014 by

Bufale dalla Corea

Ieri in Rete e oggi su molti giornali italiani – in prima fila, come sempre, Repubblica – avrete letto anche voi la notizia sull’ultimo, efferato crimine del regime nord-coreano: lo zio dell’attuale dittatore Kim Jong-un, condannato a morte il mese scorso per alto tradimento, in realtà sarebbe stato dato in pasto ad una muta di 120 cani affamati da tre giorni, secondo l’antico rituale del quan jue, macabra rivisitazione in salsa coreana della “damnatio ad bestias” che si praticava nelle arene dell’antica Roma. A rivelarlo è stato un giornale di Hong Kong e in pochi hanno resistito all’idea di rilanciare lo scoop, a caratteri cubitali, anche perché la Corea del Nord  è per antonomasia Il Paese del Male, dittatura fra le più feroci e chiuse all’esterno, il che autorizza le congetture più fantasiose.                                                                 

E invece pare che si tratti di una “bufala” bella e buona.  Troppo succosa perché la Rete e poi i media rinunciassero alla “presa” ma al tempo stesso troppo clamorosa per abdicare alle verifiche del caso. Le hanno fatte le più autorevoli testate internazionali – vedi Le Monde e il Washington Post –  e guarda caso già nel titolo del loro pezzo avvertono il lettore che non si tratta di una notizia vera bensì di una “bufala”, di cui vengono smontate, uno dopo l’altro,tutti i meccanismi fondanti. Nulla di tutto ciò viene invece fatto dalle testate italiane – con l’eccezione del Foglio e  in parte dal Corriere della Sera – mentre le altre, a parte qualche vago dubbio disseminato qua e là, ci vanno a nozze, anzi ci ricamano su, tanto per deliziare i lettori.

Eppure non ci voleva  Sherlock Holmes per scoprire l’inganno. Innanzitutto per la “fonte“, un po’ sospetta: a diffondere la presunta notizia era stato infatti un giornale, il Wen Wei Po, che sta solo al 19° posto (su 21) per affidabilità nella classifica delle testate di Honk Kong e gode perciò di una scarsa autorevolezza.  E poi perché nessun giornale sud-coreano né cinese l’ha ripresa, nonostante  l’ovvio interesse politico che questa notizia avrebbe potuto suscitare. Why not?  hanno pensato invece molti internauti (e molti media italiani). Collezionando così l’ennesima, magra figura.

 

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