Chi sono gli amici di Assad

giu 13, 2012 by

Chi sono gli amici di Assad
Com’era già successo con Muammar Gheddafi, anche il dittatore siriano Bachar al Assad è riuscito a imbarcare nella difesa ad oltranza del suo regime una strana Armata Brancaleone, pittoresca quanto variegata, che unisce “rossi” e “neri”. Ne hanno smascherato le ripetute malefatte in tema di propaganda e disinformazione sia Lorenzo Trombetta sul blog SiriaLibano, sia Lorenzo Declich su Tutto in 30 secondi, così come Cristiano Tinazzi su Il Dottor Gonzo.  Non è quindi il caso di aggiungere altro, se non che questi personaggi non solo non hanno occhi per vedere – accecati come sono dal loro furore ideologico – ma da recidivi  non possono accampare alcuna scusante, anzi, vanno considerati oggettivamente dei complici degli sgherri di Assad, e quindi anche loro con le mani sporche di sangue. 
Quello che segue è un post di Germano Monti dal blog Vicino Oriente sull’ultima assurda adunata di questi adulatori di Assad, il macellaio.
“Fra pochi giorni Roma sarà teatro di un evento che, molto probabilmente, non passerà alla storia, ma che segna      comunque un punto di caduta nella variegata composizione del mondo      pacifista e della solidarietà internazionalista italiani.

Sabato 16 giugno, si sono dati appuntamento a Piazza del Popolo i sostenitori del regime siriano del clan Assad, adottando come  slogan di convocazione dell’adunata il motto “Dio,  Siria, Bashar e basta!”. Lo stesso motto degli shabiha, gli squadristi che si occupano del lavoro sporco contro gli oppositori      del regime. L’iniziativa ha avuto un prologo interessante lo scorso 31 maggio, quando una cinquantina di italiani e siriani hanno manifestato davanti la sede dell’ambasciata siriana, a pochi passi da Piazza Venezia, ostentando pugni chiusi e saluti romani, amorevolmente l’uno a fianco dell’altro.

Non si è trattato di un episodio folcloristico: la blasfema  commistione fra neofascisti e sedicenti      “antimperialisti” è un dato di fatto, confermato, da ultimo, proprio dalla convocazione della      manifestazione del 16 giugno. Le figure, anzi, i figuri di spicco del comitato promotore sono due, entrambi animatori del sito Syrian Free Press: Ouday Ramadan, detto “Soso”, e Filippo Pilato Fortunato.

Ouday Ramadan è un siriano che vive in Italia ed è stato consigliere comunale del Partito dei Comunisti Italiani a Cascina, un grosso centro della provincia di Pisa. Non sappiamo se sia tuttora iscritto al partito di Diliberto, ma lui si professa comunista, anzi “stalinista in ogni cellula”, ed  è di pochi mesi fa una sua violenta polemica contro Paolo Ferrero, il segretario di Rifondazione Comunista, reo di avere   – sia pure timidamente – difeso le ragioni della rivolta siriana. Stando a quel che dice qualche suo sodale,  Ramadan è anche il figlio del “capo spirituale”  di un’importante comunità alaouita, la stessa setta cui appartiene la famiglia Assad.

Filippo Pilato Fortunato, invece, appare come uno schietto fascistone, e basta un veloce giro sulla rete per visualizzare un’incredibile quantità di articoli, interviste, recensioni, ecc., talmente espliciti da togliere ogni dubbio. In ogni caso, a suggellare con il crisma dell’ufficialità le simpatie politiche del Fortunato, nell’agosto dello scorso anno giunge l’iscrizione a Forza Nuova, sezione di Palermo.

Il suo “pensiero” è efficacemente sintetizzato in questo stralcio di una sua breve biografia redatta da Giovanna Canzano, che compare al termine di una sua intervista allo stesso  Fortunato: “Filippo F.P. reputa di fondamentale importanza comprendere quale sia il maggior pericolo cui  l’umanità sta andando incontro e creare una rete di opposizione, di formazione e controinformazione che sappia andare oltre i limiti personali di ognuno, per fronteggiare organicamente quello che egli considera il nemico numero uno: il giudaismo sionista, rabbinico-talmudico, massonico per eccellenza”.

Il nerissimo Fortunato ed il “rosso” Ramadan sono uniti dall’amore per il regime nazionale e socialista di Assad, al punto di organizzare e partecipare a delegazioni che si recano  fino a Damasco per omaggiare gli esponenti del regime, come avvenuto poche settimane fa. La loro passione per il regime     siriano è condivisa da un’area nebulosa che va da formazioni di estrema destra quali, appunto, Forza Nuova, Stato e Potenza, Eurasia, Socialismo Nazionale, il gruppo romano “Controtempo”, CasaPound, i “comunitaristi”, Millennium, coinvolgendo settori consistenti dell’integralismo cattolico, ma anche movimenti trasversali – come “Per il Bene Comune” dell’ex senatore del PdCI Fernando Rossi – e      realtà ed individui accreditati a sinistra e nei movimenti contro la guerra.

Alla manifestazione di Piazza Venezia dove pugni chiusi e saluti romani  convivevano disinvoltamente, hanno preso parte esponenti di un comitato di solidarietà con la Palestina notoriamente schierato a sinistra e della Rete No War, così come ad altre iniziative simili – in solidarietà con il dittatore libico Gheddafi, prima ancora che con il siriano Assad – hanno preso parte il giornalista Fulvio Grimaldi e la  collega Marinella Correggia, che scrive anche per il Manifesto. Quest’ultima, anzi, è la punta di lancia della propaganda in Italia del regime di Assad, rilanciando le veline del centro di informazione cattolico integralista “Vox clamans”, gestito da suor Mariam Agnès De La Croix, monaca lèfebvriana in ottimi rapporti con i falangisti  libanesi ed i fascisti francesi del Front National di Marine Le Pen. Le veline farneticanti di Marinella Correggia e persino quelle di “Vox clamans” vengono rilanciate come      “informazioni indipendenti” anche da radio e riviste  on line della sinistra, per quanto questo possa apparire inverosimile.

Le adesioni alla manifestazione del 16 giugno confermano il quadro della sconfortante deriva raggiunta da settori – minoritari, fortunatamente – della sinistra e del movimento contro la guerra. A leggere le pagine Facebook dedicate all’evento, a Piazza del Popolo dovrebbero esserci – insieme a tanti      camerati entusiasti del nazional-socialista Assad – la sezione milanese della FGCI, un misterioso gruppo “Comunisti Uniti Duepuntozero”, nonché pacifisti a tutto tondo, che hanno tentato (senza successo) di convincere a partecipare anche le associazioni pacifiste riunite nel Forum tenutosi a Roma  la settimana scorsa. Anche l’ex segretario della CGIL in Sicilia, Pietro Ancona, ha assicurato la sua adesione. A ben  guardare, le adesioni esplicite da sinistra sono poche e marginali, ma il dato preoccupante è rappresentato dal fatto che questi personaggi – che, lo ripetiamo e sottolineiamo, non mostrano alcun imbarazzo a marciare insieme alla peggiore feccia fascista – siano tuttora interni ad      organizzazioni, reti e movimenti che dovrebbero avere nell’antifascismo, oltre che nella solidarietà      internazionalista, la propria stella polare.”  (http://vicinoriente.wordpress.com/)

 

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24 Comments

  1. Os

    brutto articolo. gronda veleno e banalità. “macellaio” per definire un dittatore dimostra che chi scrive è un orecchiante senza idee proprie. Essere contro la persistenza di Assad, ma insieme a chi ha solo questi argomenti è seccante,

    • admin

      Libero, mio caro Os, di pensare che il mio sia un brutto post. Quanto alla povertà dei miei argomenti ti invito a leggere gli altri miei post sulla Siria, nonchè il reportage a puntate “SULLA VIA DI DAMASCO” uscito sia su questo blog che sul sito de LA STORIA SIAMO NOI. E se trovi il tutto “seccante”, beh, non so cosa farci…

  2. Rock

    Ma in Libia come procede? Non sento più parlarne..è giunta la democrazia? Pace,amore& fratellanza?

    • admin

      Buona, questa. La tua è una battuta, no?’

      • Rock

        No,assolutamente. Sui giornali non leggo neanche più un trafiletto sulla Libia e chiedevo sei Lei avesse qualche notizia..

        Poi oggi mi è capitato di leggere questo articolo sulla Siria: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10422 ..

        • admin

          Per quanto riguarda la Libia ti rimando a quanto scritto su questo blog nel mese di febbraio, da Tripoli, Bengasi e Tawargha. In merito al link che mi sottoponi, avevo già letto questa presunta “contro-inchiesta” della FAZ, che però non mi convince, per diverse ragioni: mi pare scritta non da Hula ma da Damasco, tanto per cominciare, e con testimonianze generiche e che non appaiono verificabili. Libero tu di crederci, io sento puzza di bruciato.

  3. andrea

    ma per favore, avete poco da rispondere ironicamente alle obiezioni, questo testo è indecentemente intriso di fanatismo propagandistico nel più puro stile, altrochè sbandierare belle citazioni come incipit. da vergognarsi.

  4. marinella correggia

    Visto che sono indicata dal Monti Germano come “punta di lancia della propaganda in Italia del regime di Assad, rilanciando le veline del centro di informazione cattolico integralista “Vox clamantis”, preciso che: a) Il signor Monti io non lo conoscevo nemmeno e lui non conosceva me e credo che non abbia mai letto quel che scrivo e non sappia della mia militanza antiguerra dal 1991 ed eco-com-veg (altro che fascismo; preciso che il “saluto fascista” di cui si parla è una formula fra arabi di “giuramento” che sfortunatamente ha assonanze con il tristo saluto fascista); b) MAI ho tessuto lodi del regime siriano né di quello libico, ma togliendo molto tempo al lavoro (non sono un’inviata di guerra che dalle guerre ci guadagna; è il contrario) e ad altri attivismi, dal tempo della Libia cerco nel deserto di smascherare le contraddizioni interne del poligoni dei buoni (media,agenzie Onu, certe Ong, certi intellettuali “di sinistra”); c) il signor Monti ce l’ha con me da quando, peraltro in modo non pubblico e come reazione a un suo giustificare le bombe Nato in Libia (eh certo che se i ribelli le chiedevano…) gli ho detto che la sua amata creatura Freedom Flottilla è pagata dal Qatar, il che è vero, anche se non per la sezione italiana. Da qui tutta la sua acrimonia. Complimenti.

  5. FFP

    “Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia.
    Il resto è propaganda”…

    ma non ti vergogni a porre tale motto come titolo e poi comportarti esattamente all’opposto…
    SyrianFreePress.net pubblica notizie e fatti, fa giornalismo investigativo e svela falsi e montature, se solo tu avessi l’onestà intellettuale di accorgertene, mentre tu sei solo capace di fare copia/incolla di delazione e sfornare calunnie e offese gratuite.
    persino giornalisti onesti di Aljazeera si sono licenziati per queste porcherie.
    Invece tu che giornalista saresti? Un falso.
    non vali niente, non sei niente, rimarrai niente e tornerai nel niente..

  6. Alessandro

    Da appassionato lettore di ogni blog di notizie sul Vicino Oriente, senza scendere nei particolari non posso fare a meno di segnalare una contraddizione insita nell’articolo: come si fa ad accusare di fare propaganda pro-Assad qualcuno che si ritiene vicino ai falangisti libanesi?

  7. C’è chi ci accomuna ai rossobruni, peraltro in maniera strumentale. Riteniamo che gli enormi problemi che attanagliano la siria, con i terroristi che sgozzano civili inermi, richiedano una grande mobilitazione per la pace. Il partito dei comunisti italiani dovrebbe sostenere e consigliare i compagni da eventuali rischi, ma facendo proposta, appunto per evitare infiltrazioni di elementi di destra in queste tematiche. Invece non si fanno iniziative, e se malauguratamente qualcuno scrive un articolo accomunando la nostra organizzazione ai rossobruni, perché questi si inseriscono in un evento con altri presupposti, allora il responsabile è solo il livello locale. E intanto si fanno i distinguo, ma non si fanno proposte concrete, lasciando la questione dell’antimperialismo agli altri.

  8. rigodot

    Caro ffp (don?) Definire syrian feepress o il suo omologo libyan un sito di inchiesta che svela e dice fatti è come far passare un apecar per na Maserati. Quali inchieste? Quali fatti? Quali giornalisti? I fatti non sono dogmi o teorie (complottiste giudaicomassoniche) campate in aria e neanche induzioni generalistiche. I fatto devono essere supportati da prove e non mi risulta che tra le tante minciate postate su quei siti e ne sia una provata. Sono teorie non fatti. Supposizioni, non fatti.

  9. cristiano

    Marinella, il problema è che sei tipo lo scemo del villaggio che tutti usano come paravento. A quanto ne so di esteri non ci capisci molto mentre invece di questioni ecologiste eri (e sei credo) ferratissima. Parli di paesi che non conosci e pretendi di fare controincheiste solo usando la rete, non avendo neanche la capacità linguistica (arabo) o la conoscenza dell’utilizzo di fonti aperte e chiuse in rete e fuori dalla rete. Tra l’altro non puoi usare come una discolpa o un metro di garanzia il fatto che tu sei sempre stata etc etc etc etc. Qui si parla dell’oggi e sinceramente mi lascia basito la tua ingenuità (che confina nella stoltezza) e la tua incapacità di capire e distinguere il vero dal falso e quali siano le funzioni del giornalista (e la sua deontologia).

  10. chiedo scusa perchè credo di aver fatto un pasticcio con il commento appena scritto –
    Non lo ripeto, invito solo a vedere questo video con un discorso di Ron Paul

    http://www.youtube.com/watch?v=mJ-s_Qi_Poc&feature=em-

  11. Orlando

    Grazie, MCC43 per il video. Il discorso di Ron Paul, a me che non conosco nulla di quello che succede nei paesi arabi, sembra estremamente interessante.Contrariamente ai grandi giornalisti che si informano di persona sui luoghi dei conflitti, io mi limito ad applicare il vecchio principio della deduzione ed a chiedermi “a chi giova?” quando cerco di capire che cosa veramente stia succedendo.Ora, il portare la -libertà-agli altri, in modo disinteressato, non è mai stato una prerogativa di noi occidentali quindi non ci resta che individuare l’interesse che vi sta dietro. Tutto il resto è fumo giornalistico o peggio televisivo.

    • admin

      Il tuo “metdo”, Orlando, è spesso utile. Nel caso delle Primavere arabe, però, le ingerenze occidentali sono da supporto a legittime quanto evidenti sollevazioni di massa, in nome della libertà e contro le dittature dei vari raìs, che con metodi cleptocratici hanno sequestrato il futuro ad intere generazioni. Quindi: in Siria è da onanisti chiedersi a chi giova la caduta di Assad, dilettandosi col Risiko della geopolitica; in primis c’è stata una rivolta di popolo e questo non può essere annacquato, dimenticato o messo da parte, con la scusa che l’”odiato” Occidente si muove come sempre per i suoi interessi.

      • Orlando

        Il tuo è il migliore dei mondi possibile, Admin. Quasi ti invidio. Probabilmente quando ti mandano, ben retribuito, nei Paesi arabi, tu vedi la Libertà camminare trionfante per le strade e generosamente ci fai partecipe della gioia di questo incontro. Grazie! E’ un piacere poter pagare le tasse anche per te.

        • admin

          Mio caro Orlando Furioso, per tua informazione sappi che il mio stipendio non varia se faccio servizi sulle ultime sfilate di moda a Milano oppure sulla guerra civile in siria. Quanto al suo ammontare, è stabilito dal Contratto nazionale di lavoro Giornalistico (CNLG) ed è pubblicato sia sul sito della FNSI che dell?USIGRAI, che è il sindacato dei giornalisti RAI. Infine, se vuoi posso offrirti con piecere una vacanza in Tunisia, Egitto o Libia, di modo che tu possa renderti conto di persona di quello che sta succedendo…

          • Orlando

            Grazie per l’invito che accetterei molto volentieri se non sapessi che davanti agli stessi fatti avremmo sicuramente due versioni diverse e la discussione potrebbe continuare inutilmente all’infinito. Interessante l’idea di un tuo servizio obbiettivo sulle sfilate di moda a Milano o Parigi. Lo aspetto con ansia.

          • admin

            Perchè dici che non sono obiettivo? Si possono avere interpretazioni diverse di un fatto, questo sì, ma l’obiettività sta nel raccontare i fatti per come si sono effettivamente svolti e fornire ai lettori (nel mio caso ai telespettatori) tutti gli elementi per farsi un’opinione. Tu secondo me mescoli fatti e opinioni, e hai il diritto di farlo, visto che non sei un giornalista professionista nè lavori come me per la RAI, cioè per il “servizio pubblico”. Ma non provare a darmi del giornalista “fazioso” e “non obiettivo” perchè vengo a cercarti sotto casa…

  12. Orlando

    Raccontare i fatti come si sono effettivamente svolti è un’impresa in cui riescono pochissimi umani. Basti pensare ad una qualsiasi udienza in tribunale per rendersi conto che -i fatti- si prestano ad infinite versioni ed interpretazioni. Lungi da me l’intenzione di accusarti di mancanza di obbiettività (non mi fa paura l’idea che tu stazioni armato sotto casa mia), semplicemente credo che l’obbiettività non esista. O, forse, esiste solo negli studi televisivi dove lavori tu.

  13. Antonio

    Leggo adesso…. e convengo che questo signore non sa di cosa parla nella migliore e più benevola delle ipotesi… Mi astengo dal formulare la peggiore delle ipotesi. L’articolo ha poi una caratteristica per cui non vi è nulla da ribattere o discutere. Quando si è così aprioristici nei propri assunti, cosa si può obiettare: pensala come la vuoi, ma non permetterti di fare il mio nome, come io fino a questo momento ignoravo e il tuo nome e la tua esistenza. Quanto a manifestare per la Siria di Assad, lo farò fintanto che ne avrò la libertà, e non sarai certo tu a farmi ricredere…

  14. Franco Altieri

    Declich spaccia mezze verità da due anni. E’ da due anni che predica una rivoluzione che sarebbe praticata da bravi ragazzi siriani.
    Ora che anche Quirico e Padre Dall’Odio hanno provato sulla loro pelle il trattamento dei “bravi ragazzi” della primavera siriana, potrebbe il buon Declich fare ammenda delle tante baggianate che ha sparato contro il regime di Bashar Al Assad.
    Falsità aizzate dal mainstream filo-imperialista e sionista, caro al nostro Declich… sennò da chi arrivano i danà?

  15. ;Marco Torriero

    Quanto scritto è decisamente vomitevole.

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