CHI SONO I VERI MERCENARI IN LIBIA

set 24, 2011 by

CHI SONO I VERI MERCENARI IN LIBIA

Almeno 40 incursori delle SAS inglesi e altrettanti legionari francesi. Più un centinaio di istruttori egiziani, una ventina forniti dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti, una dozzina di bulgari e, dulcis in fundo, una decina di italiani. In tutto 300 uomini, forse di più. Sono questi i numeri reali, stimati al ribasso, delle forze speciali “alleate” che stanno aiutando i ribelli libici ed hanno già avuto un ruolo determinante nella conquista di Misurata, Zintan, Zawiya, e Tripoli. A rivelarli è un rapporto appena uscito del Royal United Services Institute (RUSI) di Londra, che conferma le indiscrezioni già uscite sulla stampa internazionale ma aggiunge, oltre ad una analisi militare assai accurata, tutta una serie di dettagli nuovi e per certi versi inquietanti, Da cui  si evince che i veri mercenari presenti in Libia non sono quelli reclutati da Gheddafi – alla prova dei fatti ne hanno ucciso o catturato poche centinaia – bensì quelli messi in campo dalla Nato, in palese contrasto con  la risoluzione 1973 dell’Onu, che autorizzava sì’ l’intervento “umanitario” in Libia ma vietava espressamente l’uso di forze di terra e l’occupazione militare del territorio.
Secondo il RUSI il ruolo delle forze speciali alleate è stato esteso, massiccio e determinante. Innanzitutto nell’addestramento dei ribelli all’uso dei più sofisticati sistemi d’arma, ma anche nel coordinamento delle operazioni sul terreno, nel lavoro di intelligence e infine nell’infiltrazione in zone sotto il controllo dei lealisti. La presa di Tripoli, in particolare, sarebbe stata preparata per quattrolunghi mesi dalle SAS inglesi; e senza questo aiuto, sottolinea il RUSI,  difficilmente si sarebbe realizzata nei tempi brevi e nelle modalità poco cruente con cui è avvenuta. 

Dal Rapporto risulta infine che le Sas inglesi erano attive a Bengasi già dal 23 febbraio, il che vuol dire una settimana dopo l’inizio della rivolta e un mese prima che la Nato decidesse ufficialmente di intervenire. Insomma, pare proprio che i ribelli abbiano avuto dei “padrini” assai premurosi, e da subito. Forse ancor prima che diventassero dei ribelli.

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6 Comments

  1. Alessandro Pintucchi

    Niente garantisce che i loro studi non siano soggettivi. Non bisogna mai dimenticare che nelle democrazie anglosassoni si puo’dire e scrivere di tutto.
    Manca un informazione basica: chi li paga.
    Il mercenario rappresenta chi paga, volontari che per soldi combattono per idee che non sono loro.
    Le nazioni di appartenenza non sono vincolanti per le loro azioni.
    In ogni caso non si tratta di un organismo governativo inglese, azzarderei giornalismo opinionista a “la mode”.

    • admin

      Temo che tu non abbia ben capito, Alessandro, il senso del mio post. Li ho chiamati “mercenari” solo perchè, al pari degli africani che combattono per Gheddafi, nemmeno inglesi, francesi & Co. hanno il diritto di starè lì, in Libia. Ma è ovvio che non si tratta di civili prezzolati quanto di soldati professionisti degli eserceti regolari delle nazioni che partecipano all’intervento NATO. Quanto alla serietà e all’affidabilità dell’Istituto che ha compilato il Rapporto c’è poco da disquisire. FIDATI.

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