Chiacchiere & Notizie

feb 28, 2014 by

Chiacchiere & Notizie

La foto che vedete in copertina è della Reuters ma è stata diffusa in tutto il mondo dall’ONU per documentare l’uso della fame come arma di guerra in Siria. Ritrae una folla gigantesca in fila, decine di migliaia di profughi palestinesi nel campo di Yarmouk, alla periferia di Damasco, sigillato e assediato dall’esercito di Bachar al Assad, per punizione. In Italia solo il Corriere della Sera ne ha ricavato una foto-notizia, in prima pagina, con un bel commento di Davide Frattini.  ”La fame come arma – scrive Frattini – la fame per svuotare la pancia e la determinazione di chi chiedeva le riforme, se non la libertà. Il cibo come strumento di potere, come bastone per comandare a chi andranno distribuite le carote”.  Sugli altri giornali e tv  nostrane niente invece, nemmeno una riga. Forse perché il chiacchiericcio politico di questi giorni è stato ritenuto più importante di una foto sul dramma siriano, sia pur bellissima e drammatica, da far accapponare la pelle.

Nei giorni seguenti ho provato a riflettere sui meccanismi perversi che condizionano la notiziabilità degli eventi che ci circondano. E  mi è capitato di leggere su Il Mondo di Annibale un’altra di quelle che a me sembrano notizie importanti:  quella secondo cui Padre Paolo Dall’Oglio sarebbe sì stato rapito da al Qaeda, per la precisione dall’ISIS,  ma per essere ceduto al regime di Damasco, che lo terrebbe prigioniero. A dichiararlo peraltro non è stato il mio pizzicagnolo di fiducia  ma Michel Kilo, un nome illustre del dissenso siriano, figura di spicco del fronte non armato. Kilo  non rivela le sue fonti ma conferma di fatto una voce che circolava già. Se le sue dichiarazioni venissero confermate il sequestro di Padre Paolo, scomparso da ormai sette mesi, assumerebbe contorni diversi, imponendo a noi tutti una lettura non in linea con la narrativa prevalente oggi a proposito degli avvenimenti siriani.  Mi aspettavo perciò di poter approfondire l’argomento sulle grandi testate nazionali. E invece niente. Nemmeno una riga. Anche se si tratta di un caso che dovrebbe stare a cuore ai nostri giornali e giornalisti, essendo Padre Paolo un personaggio assai noto, oltre che italiano.                                                                                                             

Per entrambi i casi che ho citato si potrebbero fare congetture diverse, in chiave politica. E sarebbero, anzi sono tutte legittime, tutte vere. Ma c’è anche’ una perversione tutta giornalistica nel creare la gerarchia delle notizie da pubblicare. E’ la perversione di chi “copre” una notizia solo se lo fa anche la testata concorrente, di chi dà una notizia solo se l’ha data l’Ansa, di chi preferisce stare a ruota piuttosto che lavorare. Nasce anche da questa stupida, detestabile perversione il buco nero in cui finiscono alcune notizie, anche importanti. Ed è una malattia che colpisce spesso chi questo lavoro lo fa non consumando la suola delle scarpe ma con le chiappe attaccate alla poltrona, di promozione in promozione.

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5 Comments

  1. Anche La Stampa ha usato la foto con medesimo taglio centrale.
    Sui Social molti di noi ne abbiamo subito parlato. Certo è che la maggior parte della carta stampata ha trascurato la drammatica potenza di queste immagini.

  2. pierre chiartano

    Perfettamente d’accordo…. ed e la grande difficolta di dare notizie vere per chi sta sul campo, se non sono in linea con i media di “riferimento”…

  3. riccardo busetto

    Anche Internazionale ha pubblicato la foto nell’edizione di ieri in doppia pagina e con commento

    • admin

      Sì, devo riconoscere di essere stato un po’ sbrigativo nel dire che “solo” il Corriere della Sera ha prestato attenzione a questa foto. Anche La Stampa, Internazionale, il TG1 e qualche altra testata l’ha degnata di pubblicazione. In alcuni casi però il commento – vedi ad esempio il TG1 – ometteva di dire chi assedia il campo di Yarmuk e perchè, relegando la tragedia dei palestinesi in Siria ad una delle tante conseguenze drammatiche della guerra civile. Nessun accenno al fatto che l’assedio è una “punizione collettiva” inflitta dal regime di Assad ai palestinesi del campo, che hanno appoggiato la rivolta del popolo siriano. E nessun accenno alle difficoltà che lo stesso regime ha creato e crea agli organismi internazionali, ONU in testa, che da mesi cercano di aprire corridoi umanitari.
      Questa omissione, del resto. non deve sorprendere. Da tempo le testate giornalistiche italiane hanno smesso di “coprire” la crisi siriana, dal campo.

  4. Humy

    “quella secondo cui Padre Paolo Dall’Oglio sarebbe sì stato rapito da al Qaeda, per la precisione dall’ISIS”

    E’ da anni che seguite la guerra in Siria, e ancora continuate con questi strafalcioni ? Ormai lo sanno anche i bambini che al-Qaeda in Siria è Jabhat al-Nusra (che combatte assieme a tutte le fazioni “mainstream” della ribellione, come FSA e Islamic Front). ISIS è CONTRO al-Qaeda, infatti al-Qaeda sta combattendo ISIS ovunque in Siria. Lo stesso capo di al-Qaeda ha scomunicato ISIS e ISIS ha risposto tramite il suo portavoce Adnani accusando Jabhat al-Nusra e al-Qaeda di essere “infedeli”.

    Consiglio ai lettori di questo sito di seguire Daniele Raineri del Foglio, il miglior giornalista italiano sulla Siria, che riporta le cose come stanno senza farle passare prima per filtri propagandistici.

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