Come Davide con Golia

ott 10, 2012 by

E’ come Davide con Golia. Raffiche cieche di kalashnikov contro l’artiglieria e i Mig, con i loro sofisticati sistemi d’arma. Sarà pur vero, infatti, che in questi ultimi mesi sia il Qatar che l’Arabia Saudita stanno rifornendo di armi i ribelli siriani; ma a conti fatti la sproporzione tra le dotazioni dell’esercito di Assad e quelle di cui dispone l’Esercito siriano libero (ESL) resta enorme. Incolmabile, forse. E sul campo fa la differenza.

Stamane un Mig 23 ha volteggiato per quasi un’ora sul villaggio in cui sono ospite – per motivi di sicurezza non posso farne il nome – ed i combattenti dell’ESL non hanno potuto far altro che seguirne le peripezie dal terrazzo delle case, sparando alla cieca in aria coi loro Ak 47 e senza alcuna chance di colpirlo. Era semmai lo sfogo di chi si sente inerme e prova a esorcizzare il pericolo, con rabbia.

Non c’era contraerea, infatti, a parte un paio di “tecniche” che montano delle vecchie mitragliatrici russe, le Dochka, conquistate in battaglia. E infatti il Mig ha puntato dritto in picchiata su un pulmino per il trasporto collettivo e l’ha distrutto. Quattro morti (di cui due donne) su undici passeggeri, gli altri sono in ospedale. L’ennesimo crimine di guerra, visto che il target del Mig era civile e non militare. Così come lo sono le case, gli ospedali e gli edifici che, tutti i giorni, nella cosiddetta “Free Syria”, vengono bombardati con lucida ferocia al solo scopo di punire la popolazione che ha osato rivoltarsi contro il regime. E dire che i passeggeri del pulmino erano tutti di etnia curda, con tanto di bandiera esposta in bella mostra. Ma al pilota evidentemente interessava ben poco. Shock and awe, era questo il suo unico obiettivo. E l’ha centrato.

Può anche darsi che gli armamenti migliori dei ribelli siano stati spostati nella battaglia per la conquista delle città: Aleppo, ma anche Homs, Hidlib, Daraa e ovviamente Damasco. Certo è che le armi viste in giro con i combattenti dell’Esl sono ben poca cosa. Niente a che vedere con la generosità di cui hanno beneficiato i ribelli libici e che ha consentito loro di spodestare Gheddafi. E niente a che vedere nemmeno con l’aiuto prezioso ricevuto dai mujhaidin afghani che si battevano negli anni ’90 contro l’invasore sovietico. I ribelli siriani sono molto più soli. E forse è per questo che alzano sempre gli occhi al cielo e gridano Allah Akbar.

vvvvvv

{lang: 'it'}

Related Posts

Tags

Share This

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>