Cronaca e social media: il caso Jovanotti

dic 13, 2011 by

Cronaca e social media: il caso Jovanotti

Ha senso fare cronaca giornalistica basandosi SOLO sui cinguetii di Twitter? Secondo me no. Eppure succede, sempre più spesso. L’ultimo caso è di ieri e riguarda le polemiche strumentali - aria fritta, direi – che si sono scatenate dopo l’incidente che è costato la vita a un ragazzo di vent’anni, Francesco Pinna, che a Trieste stava lavorando alla costruzione del palco che avrebbe dovuto ospitare il concerto di Jovanotti. A scatenare le polemiche, in Rete ma anche su molti media tradizionali – qui il Corriere.it - sono stati i  tweet di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno solidarizzato con Jovanotti dimenticandosi invece del povero Francesco Pinna

Sotto accusa in particolare Fiorello – che aveva scritto: “Saputo adesso!! Mi dispiace tantissimo… Ti abbraccio forte Lorenzo! ” - e Valentino Rossi- “Che sfortuna, non ci voleva, un abbraccio a Lorenzo e a tutti i ragazzi” . Immediata è stata la reazione dei loro fan, che li hanno accusati di scarsa sensibilità, sia su Twitter che su Facebook. Era giusto che i mass media se ne occupassero? Sì, dal momento che i social network hanno ormai acquisito una indiscutibile valenza giornalistica. Ma forse sarebbe stato opportuno che il giornalista facesse quanto meno una telefonata ai diretti interessati – e invece in pochi l’hanno fatto – per collocare quei tweet nel loro giusto contesto ed evitare così degli spiacevoli equivoci. Si sarebbe così scoperto che Fiorello non era al corrente della tragedia di Francesco Pinna – l’ha detto lui – e ‘in altri casi ci sarebbe stata l’opportunità di rettificare qualche espressione infelice – capita a tutti, diamine! 

Un tweet infatti non può certo essere scambiato nè trattato alla stregua di una Dichiarazione Ufficiale, così come i dibattiti che nascono su Facebook non possono essere scambiati (soprattutto nei toni) per una Tribuna Politica. Si tratta di materiali che vanno maneggiati con cura e che se vengono utilizzati per la stesura di un articolo vanno integrati con gli altri strumenti del mestiere, anche se questo allunga i tempi del lavoro e va contro la logica del real time tipica della ReteD’altra parte, è proprio la fretta che favorisce in Rete la diffusione di notizie  pretestuose oppure infondate: l’ultima, due giorni fa, con la falsa morte di Paolo Villaggio, che per fortuna sta benissimo. 

Chiudo con due segnalazioni per chi abbia voglia di approfondire: sui rispettivi blog, Vittorio Zambardino e Mario Tedeschini Lalli parlano di social network e cronaca giornalistica nei giornali italiani, con diversi spunti interessanti, da colleghi assai competenti quali sono; mentre il sempre attento Pier Luca Santoro, su Il Giornalaio, lancia una bella proposta sulla necessità di  stilare un codice di autodisciplina per non restare schiacciati sotto il peso dell’infobesità e delle bufale. Buona lettura.

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