Figli e Figliastri

set 26, 2012 by

Figli e Figliastri

Non so quanto abbiano influito sull’assoluzione in appello di Amanda Knox - la giovane di Seattle accusata e condannata in primo grado per l’omicidio della sua amica Meredith Kercher a Perugia – la campagna dei media americani e le sottili pressioni del governo USA. So però che in Italia siamo molto meno bravi nel difendere i nostri connazionali che finiscono in prigione all’estero. Li lasciamo soli, e poi ce li dimentichiamo. Eppure, che siano colpevoli oppure innocenti, si tratta di cittadini italiani che hanno comunque dei diritti. Ignorati, spesso, se non calpestati.

Chiarisco subito che non mi riferisco ai due marò in prigione nel Kerala, in India.Su di loro mi sono già espresso, qui e qui, e non mi pare che siano elementi per ritornare sull’argomento. Colgo invece l’occasione dell’uscita di un libro – Le voci del silenzio, scritto da due  giornalisti, Fabio Polese e Federico Cenci – che si occupa di tutti gli altri, vale a dire degli oltre 3000 nostri connazionali che al momento si trovano in carcere all’estero.

Sono tanti, vero? Eppure le loro storie difficilmente arrivano sui media mainstream ed anche la Farnesina preferisce adottare un profilo molto basso nel trattarle. Fra di loro c’è ovviamente chi è colpevole del reato di cui è stato accusato e chi invece è innocente; sia gli uni che gli altri sono però, molto spesso, condannati all’oblio, costretti in un limbo, in un isolamento che francamente non meritano e che non dà lustro all’Italia. Il libro prova a raccontare questa realtà, sconosciuta ai più, attraverso sei lunghe interviste, realizzate con i familiari di alcuni detenuti e,  in due casi, con gli stessi protagonisti. Lo spaccato che ne viene fuori è di grande umanità e senza cedimenti alla retorica. E’ il tentativo, riuscito, di rompere la barriera del silenzio che circonda questi nostri sfortunati. I quali, leggendolo, si sentiranno per un attimo figli e non figliastri.

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