Forza Maher

set 12, 2012 by

Forza Maher

Avevamo appuntamento mercoledì prossimo, il 20 settembre, nel campo profughi di Killis, al confine turco. Lui sarebbe uscito apposta per noi e ci avrebbe poi fatto entrare, illegamente, in Siria. Saremmo andati nel suo villaggio, la sua famiglia ci avrebbe aperto le porte di casa e da lì ci saremmo mossi verso Aleppo, Idlib, Homs e ovunque il dovere della testimonianza ci avesse chiamati. L’aveva già fatto tante volte e non solo per noi giornalisti. Lui entrava ed usciva: portava farmaci, prendeva liste e, soprattutto, censiva con cura i troppi orfani creati dalla guerra. Chissà se lo rivedrò. Spero tanto di sì ma non è questo l’importante. Quello che conta è che lui si riprenda, al più presto.

Lui si chiama Maher ed è così giovane da poter essere mio figlio. Tre giornio fa è rimasto intrappolato in una casa a un solo piano, sotto bombardamento da parte dell’esercito di Assad. E’ in coma, anche se pare che stanotte abbia riaperto gli occhi. Solo che non può essere evacuato nè spostato, perchè la zona in cui è stato colpito è ancora teatro di combattimenti, e portarlo via metterebbe perciò a repentaglio la vita di altri uomini.  Troppi, secondo la logica della guerra, che è sempre crudele nei suoi calcoli. E allora bisogna aspettare. Aspettare e pregare. Pregare e sperare che Maher ce la faccia.

Al telefono, l’ultima volta che l’ho sentito, mi era sembrato gentile come sempre. E sempre più convinto che portare in Siria dei giornalisti fosse una cosa importante, essenziale. Soprattutto adesso. Lui la combatteva così la sua guerra. E io non posso che essergliene grato. Forza Maher, non mollare: io ti aspetto.

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1 Comment

  1. Benedetta

    Qualcuno ha detto: “le parole sono pietre!!!” e aveva ragione..le parole lasciano sempre un segno sia per chi le dice sia per chi le riceve.
    La forza delle parole è unica perchè ha il dono dell’eternità.
    Ciò che scrivi ancora una volta è davvero forte ed intenso.
    Se permetti…mi accodo al tuo grido di coraggio per il tuo amico in Siria…
    Un bacio affettioso

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