Giornalisti italiani a Damasco (*)

set 22, 2011 by

Giornalisti italiani a Damasco (*)
*  FONTE: Lorenzo Trombetta. 21 settembre 2011, da SiriaLibano:
 
La stampa italiana arriva a Daraa, scortata dalle autorità siriane. C’erano Gianni Perelli dell’Espresso e Francesco De Leo di Radio Radicale, accompagnati dall’immancabile Talal Khrays, producer libanese, vicino a Amal del leader Nabih Berri, cliente di Damasco.Qui l’audio del collegamento telefonico da Damasco di De Leo e Perelli con Radio Radicale il 20 settembre. Da sottolineare il fatto che sia Perelli che De Leo ammettono che “in un giorno è difficile capire cosa sta avvenendo in Siria”. Hanno incontrato “membri dell’opposizione” secondo i quali “il cancro maggiore della Siria è la corruzione” (sic!)… e perché no allora il traffico? (Johnny Stecchinodocet).L’agenzia ufficiale Sana fornisce (in arabo e in inglese) un suo resoconto della visita di Perelli-De Leo-Khrays (nella foto in alto è quello con la maglia rossa) a Daraa, dove hanno incontrato il governatore. La Sana ovviamente afferma che i tre hanno riscontrato quante bugie si dicono sulla Siria. Conosco De Leo telefonicamente per via di qualche collegamento radio fatto con lui, ma da quel poco che dice è evidente che sa di Siria quanto io so di Brasile. Se si farà vivo a Beirut magari lo intervisterò e vi renderò conto della sua testimonianza.Khrays deve aver tradotto a De Leo una notizia “diffusa da al Jazira” circa la presenza di carri armati attorno alla moschea degli Omayyadi (pronunciata in modo improbabile da De Leo, come se andassi a Roma e non sapessi come si chiama San Pietro…). Il 20 settembre al Jazira non ha mai diffuso una notizia simile. Chiunque conosca Damasco sa che nessun carro armato può arrivare a circondare la moschea. Aiuto…! Perché tanti incompetenti in giro?Perelli ripete dal canto suo il mantra dei giornalisti generalisti che di Siria non si sono mai occupati, o se ne sono occupati di striscio: la Siria è un buco nero, ci sono tanti chiaroscuri, è difficile decifrare ecc… Ed è lo stesso ritornello che ho dovuto sentire nei giorni scorsi da una collega, che è stata in Siria appresso a qualche prete in passato, e che ora valuta le notizie siriane basandosi su fonti di altri preti di… Milano.

Chi non ne sa abbastanza ma non vuole ammetterlo, vi dirà sempre che la questione “è complicata”, che “ci sono informazioni contraddittorie”. Chi invece ha le idee chiare è Matteo Bernabei, intervistato dalla stessa Sana. Non perdetevi questa perla!

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2 Comments

  1. spaventosi soprattutto gli sbirri che pattugliavano i dintorni su grosse motociclette impugnando fucili a pompa.

  2. spaventosi soprattutto gli sbirri che pattugliavano i dintorni su grosse motociclette impugnando fucili a pompa.

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