Hacker Power

nov 4, 2011 by

Hacker Power

Siete proprio sicuri che serva scendere in piazza e manifestare per dimostrare di essere indignati? E soprattutto, siete sicuri che questo serva a cambiare le cose? Forse, visto che siamo nell’era di Internet e della realtà virtuale, ci sono altre possibilità di contestare e di militare. E i risultati possono essere ben più tangibili. E’ più o meno questa, in fondo, la filosofia degli “hacker-attivisti”, le cui fila si ingrossano di giorno in giorno e le cui azioni clamorose stanno modificando di brutto il comportamento degli Stati sovrani e delle grandi multinazionali. 

Agli hacker – di Anonymus, Lulzsec e non solo – è dedicato il dossier centrale dell’ultimo numero del Courrier International e vi assicuro che vale la pena di leggerlo. Innanzitutto perchè la crescita – caotica, problematica ma indiscutibile – del movimento degli hacker è la prova del ruolo strategico che gioca ormai la tecnologia nella nostra società. E poi  perchè le azioni degli hacker hanno svolto e svolgono un ruolo cruciale in diversi  movimenti sociali che catalizzano oggi l’impegno e le aspirazioni della migliore società civile: dalle cosiddette  “Primavere Arabe” a Occupy Wall Street.  Sono stati gli hacker  di Anonymus a scendere in difesa della piattaforma informatica del “Movimento del 99%” , blindandolo contro gli attacchi informatici.  E sono gli attivisti di Telecomix, un gruppo svedese, ad aver dato voce ai dissidenti egiziani nei giorni della protesta contro Hosni Mubarak, così come fanno oggi con i dissidenti siriani che si oppongono alla dura repressione del regime siriano diBachar al Assad.

Ci sono diverse azioni degli hacker-attivisti che non mi convincono. Sono troppo border-line con le attività della criminalità organizzata. E’ innegabile però il fascino che il loro potere esercita. Per le immense praterie che aprono a chi vuole sfruttarne le possibilità, in nome della libertà e della giustizia sociale.

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1 Comment

  1. Un saluto ad Amedeo e a tutti i suoi lettori. Mi permetto di segnalare sull’argomento due miei post. Uno, riguardante i blogger egiziani e la loro visione sul dopo Mubarak http://federicomascagni.com/2011/10/18/rivolta-egitto/ , l’altro su una visione critica della rete come unica modalità di intervento politico e sulle ambiguità degli hackers (in particolare del caso Assange) da parte di Evgeny Morazov ( bielorusso trapiantato negli States e celebre critico del web) e di Michael Anti (blogger cinese) http://federicomascagni.com/2011/10/17/internet-censura/
    Grazie per l’ospitalità ;)
    Federico

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