I morti della Nato in Libia

dic 19, 2011 by

I morti della Nato in Libia

Le guerre nascono orfane e non hanno mai figli. E’ raro infatti che i mass media ne chiariscano le cause e ne raccontino le conseguenze. Manca il tempo e manca anche il coraggio. Tutto il mio plauso va perciò ai due Premi Pulitzer del New York TimesChristopher Chivers ed Eric Schmitt, che ieri hanno pubblicato una lunga e dettagliata inchiesta sulle vittime civili dei bombardamenti Nato in Libia. I risultati sono un sonoro schiaffo in faccia alla propaganda che, da una parte e dall’altra, ci è stata propinata nei sette mesi di guerra contro il regime di Muammar Gheddafi, con la pretesa assurda di essere nel giusto e dire la verità, nonostante le evidenze raccolte dai cronisti presenti sul campo. 

Non è vero, innanzitutto, che le operazioni della Nato erano state pianificate con cura e si erano concluse “senza conferma di nessuna vittima civile”, come pure aveva annunciato al mondo il portavoce della Nato, Anders Fogh Rasmussen, il 31 ottobre. L’inchiesta del NYT, svolta su 25 siti colpiti dalle bombe e dai missili dell’Alleanza Atlantica, dimostra invece che gli errori sono stati diversi: errori di intelligence o dovuti al malfunzionamento di alcuni ordigni, per non parlare della pratica “criminale” di colpire a più riprese lo stesso target. Il risultato è che le vittime civile ci sono state, eccome. “Almeno 40 civili, forse più di 70, fra cui 29 donne e bambini”, come scrive il NYT. Non tantissime, dunque, secondo i macabri standard delle guerre moderne, ma se si considera che l’inchiesta ha coperto solo un’esigua parte dei 5900 obiettivi militari colpiti dalla Nato, vuol dire che i morti sono stati almeno alcune centinaia. E infatti, sulla scorta del lavoro fatto dal NYT - un dossier di ben 27 pagine, che si aggiunge alle denuncie già fatte da Human Rights Watch e da Campaign for Innocent Victims in Conflict - il portavoce del quartier generale della NATO a Bruxelles, Oana Lungescu, è stata costretta a scusarsi:  “Siamo profondamente spiacenti per qualsiasi perdita di vite umane”, ha dichiarato, ed ha aggiunto che la Nato ” è pronta a lavorare con le autorità libiche per fare ciò che ritengono giusto”. Come se i risarcimenti possano cancellare la distruzione delle vite umane.

L’inchiesta del New York Times fa però giustizia anche della propaganda di Gheddafi e del suo regime, che per mesi hanno parlato di migliaia e migliaia di morti civili, senza mai fornire a noi giornalisti uno straccio di prova. Farebbero perciò bene a leggerselo quei “militanti” e quelle associazioni che, anche qui in Italia, se la sono bevuta e hanno provato a veicolarla, in barba all’evidenza, tacciando noi cronisti di essere al soldo della Nato. Evito di fare nomi, per carità di patria. Chi ha voglia di spulciare nel mio archivio troverà comunque pane per i suoi denti. Si vedano in particolare i miei post su “Squadrismo digitale” e “Due, tre cose sul giornalismo militante”.

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8 Comments

  1. alexfaro

    l’inchiesta del NYT ha coperto solo 25 dei ca 6.000 obiettivi “militari”(si fa x dire)colpiti dai bombardamenti Nato in libia,ora secondo la stessa(NATO)le operazioni aeree sono state in totale ca 26.000 con ca 10.000 attacchi ad obbiettivi al suolo,e tu mi vuoi far credere che i morti civili sono stati solo “poche centinaia”(si fa sempre x dire)ma questo è un insulto alla matematica e sopratutto alla intelligenza del lettore,basta fare alcuni calcoli x capire che le cd “poche centinaia” sono in realtà parecchie migliaia,senza contare le vittime dei combattimenti terrestri(e quelle della pulizia etnica compiute dai ratti del CNT,sia durante che dopo la caduta della Giamahiria Libica)x ora mi fermo qui ma ci sarebbero da dire tante altre cose.
    un saluto
    alexfaro

    • admin

      caro Alex, mi pare che un po’ troppo spesso ti lasci accecare dal furore ideologico. Se invece riflettessi, capiresti ad esempio che dei 5900 target di cui parla la NATO la stragrande maggioranza riguarda unità mobili dell’esercito libico (pick-up, porta-missili, tanks, ecc..), ognuna dei quali fa numero (vale a dire: 5 pick-up= 5 target), oltre ovviamente alle installazioni strettamente militari (bunker, radar, ecc..). E molti di questi target erano ovviamente ubicati non in mezzo alle case, e comunque non a stretto contatto con i civili. Non ha perciò senso dire che, se le ispezioni su 25 obiettivi hanno evidenziato 70 morti, allora se ne ne deduce che su 5900 obiettivi i morti non possono che essere stati migliaia. E’ una stronzata, no? .

  2. alexfaro

    NO mio caro è una opininione, suffragata da cifre abbastanza precise,come è di fatto anche la tua,supportata da una inchiesta che ha come sua verità il numero di vittime accertate(ma da chi poi?)sul conto preciso di N°25 bombardamenti,che come dice il NYT(certo buoni questi!)sarebbero,cito testualmente da 40 a 70;
    ora se gli obbiettivi attaccati sono stati come tu dici ca 6.000 gli altri 4.000 che mancano al totale di 10.000(fonte NATO)attacchi aerei,dove sono finiti?
    x semplificare:
    totale missioni aeree N°26.000 ca,di cui attacchi al suolo tot. N°10.000 ca
    (fonte NATO)
    ora dove lo hai preso il n° di 5.900 obbiettivi bombardati?forse questo è il n° dei cd target fissi,cioè caserme,depositi,basi aeree,porti,raffinerie,oleodotti,ecc…
    pertanto si suppone che una cospicua parte di tali obbiettivi fossero all’interno dei centri abitati,quindi anche stando bassi vedi che alla fine le vittime civili sono senz’altro molto più numerose(purtroppo!)delle “poche centinaia” da te contate.
    un saluto
    alexfaro

    • admin

      Caro Alex, quando si hanno le bistecche sugli occhi si vede sempre la stessa cosa….Fatti pure ossessionare dai tuoi fantasmi e continua a masturbarti con le tue certezze solipsistiche. Un saluto

  3. alexfaro

    Ricucci le fette di prosciutto,ben grosse le hanno messe,a te i tuoi referenti,o datori di lavoro che dirsi voglia,comunque la chiudo qui perchè è inutile continuare questo,ormai inutile discorso.
    un saluto
    alexfaro

  4. Rigodot

    l’ideologia è una grande fetta di prosciutto sugli occhi. Se fosse vero che ci sono miglaiia di morti CIVILI per effetto dei bombardamenti Nato dove sono le famiglie dei morti? Dove sono le tombe? Possibile che nessuno li reclami e che nessuno reclami giustizia? Tripoli ha un milione e mezzo di abitanti, il grosso della popolazione abita sulla costa e sulla costa non ci sono tracce evidenti di bombardamenti tali da giustificare, come alcuni affermerebbero, MIGLIAIA DI MORTI. Non lo affermano neanche gli ex di Gheddafi che sono a Tripoli o a Tunisi e che vengono da Bani Walid e Sirte…
    La verità è sempre scomoda…

    • Jo

      E dove sono le migliaia di morti dei bombardamenti di Gheddafi che hanno giustificato la “no-fly zone” poi tramutata in “bombardamento dove capita”, allora?
      Inutile parlare dei morti civili dei bombardamenti NATO, quando questi non ci sarebbero dovuti neanche essere.

  5. jerry rawlings

    per mesi e mesi ci avete fornito notizie false da tutti i fronti. Facendo del diritto al informazione carta straccia e non onorando certo la professione di giornalisti.Un capo di stato africano con relazioni con tutta europa è stato massacrato on line, nella quasi totale indifferenza dei suoi vecchi amici e compagni di merenda.Il messaggio universale che ne esce è che sia diventato legittimo eliminare fisicamente ogni ex socio che non sia IN LINEA.Peggio che la mafia di corleone.tutto cio mentre si sterminava una nazione che era un esempio da seguire per tutti gli stati circostanti dove ben altre dittature molto peggiori e altri standard di vita , molto peggiori cerano e ci restano,con buona pace di chi crede alle motivaioni umanitarie di sarkozy.allah è grande e invisibili sono i suoi disegni.Pace.

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