Il dovere dei mass media

feb 6, 2013 by

Il dovere dei mass media

All’inizio ho pensato: mal comune, mezzo gaudio. Eh sì, perché nemmeno io riesco a tornare in Siria, a causa del rifiuto ostinato da parte dei miei superiori, che non se la sentono di rischiare (o almeno così dicono). Una risposta analoga è stata data a Rick Flinder, un fotografo freelance che lavora per il Sunday Times. Siamo in due, mi son detto. Anzi, siamo in tanti, visto che diversi colleghi che ho sentito in questi ultimi mesi mi hanno confessato di avere la stessa frustrazione. E non è un caso se la vicenda di Rick Flinder è diventato negli Stati Uniti un piccolo caso. Vuol dire infatti che sotto c’è un problema. Un problema serio, su cui vale la pena di riflettere, perché in ballo non c’è solo la produzione delle breaking news in zona di guerre ma, più in generale, il ruolo dei mass media nel mondo di oggi.

Partiamo dai fatti. A Flinder i capoccioni del Sunday Times hanno intimato di non presentare più foto dalla Siria in guerra perché il giornale “non vuole più incoraggiare i freelance a correre rischi eccezionali“. Una scelta, ha aggiunto  poi il deputy foreign editor Graeme Paterson, che non ha motivazioni finanziarie né legali, bensì “morali“. “Abbiamo già avuto in Siria dei nostri giornalisti - ha provato a spiegare Paterson - Quindi non è che non vogliamo ”coprire” quella storia. Sappiamo che è importante. Ma andare laggiù è troppo rischioso. E noi non vogliamo un ulteriore spargimento di sangue. Ce n’è stato già troppo”.                                                          

Sembra di sentire i miei capi. Anzi, in Italia va anche peggio. Perché, da diversi mesi a questa parte, si contano sulle dita di una mano i giornalisti che hanno “coperto” la guerra in Siria. E se proprio c’era una notizia eccezionale – vedi i 65 cadaveri trovati in un canale, ad Aleppo, a fine gennaio – ci si è arrangiati con la foto-notizia e qualche pezzo dal desk, di quelli anodini, scritti col bilancino, in cui si dava conto della versione degli uni e degli altri, senza approfondire. Nessuno dei nostri media, ovviamente, ha sentito il dovere di mandare sul posto un inviato – o di utilizzare i freelance che già sono in Siria – per capire chi avesse veramente ragione, cosa fosse successo e perché. Ed è una prassi ormai consolidata. Sulla Siria e non solo.

Non mi si venga però a dire che questa è una scelta “morale“. Perché io non me la bevo. Nemmeno per un attimo. Credo semmai che sulla tragedia siriana ci sia voglia, da parte dei mass media, di mantenere un basso profilo. E questo per due motivi. Da un lato perché, in tempi di crisi, avere un inviato in zone “calde” non solo vuol dire investire risorse ma può anche comportare delle “rogne”: c’è il rischio infatti che ci lasci le penne o che venga ferito o sequestrato, tutte eventualità che oggi i direttori e i capi-redattori vedono come fumo negli occhi, da evitare, anche ai fini della carriera. Sono finiti i tempi in cui i “redattori viaggianti” erano l’orgoglio delle testate, che in questo modo affermavano il proprio brand e garantivano il diritto all’informazione. Oggi noi cittadini siamo trattati sempre di più come meri “consumatori” di notizie, a cui va garantita più che la qualità la varietà. La Siria? Sì, è importante, ma non conviene esagerare, tanto una storia vale l’altra, e le guerre, si sa, dopo un po’ annoiano. Meglio alternare: la politica che tira sempre, un po’ di gossip e gli esteri quando proprio non se ne può fare a meno.

  Il basso profilo serve inoltre ad acquietare la nostra (falsa) coscienza. In Siria, infatti, si muore anche e soprattutto di silenzio. Il silenzio dell”Occidente, indifferente di fronte ad un massacro che non minaccia direttamente i suoi interessi, oltre che schiavo dei suoi fantasmi e pregiudizi sull’Islam. Vale per le nostre cancellerie e vale per i nostri mass media: Che hanno perso ogni senso del dovere.

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10 Comments

  1. Condivido le tue parole Amedeo.

  2. Idem, se non peggio in Mali…ai giornalisti, anche quelli che sono già nel paese, viene assolutamente vietato l’accesso alle zone “liberate”….mai una guerra è stata così poco coperta dalla stampa…

  3. Giorgio Archetti

    Bravo Amedeo! Codivido immediatamente.

  4. il mago di oz

    La scelta, caro mio, deriva dal fatto che sono un profeta e vi avevo già anticipato il tutto…… Non serve più che andate a prendere fior di soldi dei contribuenti, quando Al Khatib implora il Presidente. Non serve più la notiziola sui cadaveri, quando è già deciso l’esito… In pratica, non servite più. Marsh!

  5. Homs la capitale

    Moggo di Oz o, ouday, come preferisci. Khatib non implora Assad sta tentando di salvare delle vite, cosa che il tuo presidente non fa, dato che vede nei siriani,milioni sono gli sfollati, solo dei terroristi. Io ti porterei a Homs, ti farei vedere cosa avete fatto alla mia famiglia. Ti farei inginocchiare sulla tomba dei miei morti, dei parenti che non mi ha mai fatto conoscere questo regime e, poi,ti farei leggere tutti gli articoli dei due giornalisti che odi di più per torturarti: uno è siraino, l’altro romano. Ti porterei da Padre Paolo dall’Oglio)terroristi per il tuo governo) e ti farei recitare il padre nostro, quello che io, musulmano, recito pensando ai miei compatrioti cristiani. Io non sono un fratello msulmano ignorante, di quelli che vai a prendere tu. Io sono siriano e ti garantisco che non chiederò vendetta ma giustizia, e la voglio tutta. Ciao Ouday

    • admin

      Una precisazione è doverosa: se non censuro i commenti vergognosamente sarcastici del sedicente MAGO DI OZ è solo perché credo che un blog come il mio debba servire a far circolare le idee, anche le più oscene. Per questo ci tengo a ringraziare chi, come HOMS LA CAPITALE, gli risponde senza insulti ma con il cervello e con il cuore, due organi che il suddetto o non ha mai avuto oppure se li i è fatti asportare, per cieca ideologia o per soldi. La Storia, ne sono certo, ne farà polpette. Perché l’ora dei satrapi, dei dittatori, dei rais, è suonata. E i popoli arabi non torneranno più indietro, come dimostrano i recenti avvenimenti in Egitto e in Tunisia. Mi rammarico solo per il sacrificio dei tanti che si sono immolati in nome della libertà. E spero che rovineranno il sonno per sempre al nostro finto Mago di Oz.

  6. vmax

    Questa moda grillinista di riportare tutto ai “soldi dei contribuenti” mi snerva. Caro contribuente di oz, se i miei soldi venissero utilizzati per farmi sapere che succede in Siria ne sarei piú che felice. Il problema é che li usano per farci trasmissioni che invece preferiscono parlare di maya, piramidi ed atlantide.

  7. il mago di oz

    Ribadisco di non essere il sig. Ouday Ramadan per l’ultima volta, dopodiché smetterò di ripeterlo, mi pare che non scriviamo neanche in modo simile. Ciò precisato, le vite sarebbero state risparmiate senza il finanziamento di una rivolta finta e sterile, non andata a buon fine, chiedere il cessate il fuoco adesso è da persone timorose e come tu insegni ne hanno ben donde.

    Il tuo sonno dovrebbe essere stato rovinato dalla cresta di 200 euro che ti hanno fatto i tuoi amici ribelli per entrare clandestinamente in Siria, ma del resto cosa sono 200 euro rispetto a quelli che prendi per raccontare frottole…. Come vedi il mio IP è in chiaro e saprei come nasconderlo, se vuoi querelarmi ti aspetto, ma ho come il vago sentore che non lo farai. Cordiali saluti e rileggi spesso il mio primo post, è illuminante per certi versi.

    • admin

      Ehi, Mago, se vuoi parlare parla, ma i comizi risparmiateli, il prossimo lo cestino. Quanto ai 200 euro, te l’ho già scritto – mi sa – ma per entrare in nella Free Syria non si paga una lira. Vai e controlla., Non c’è bisogno di querelarti per smentire le tue squallide insinuazioni.

  8. È difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

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