Il grande impostore

giu 14, 2012 by

Il grande impostore

Lo spazio che si è conquistato in Rete l’ultima esternazione sulla Siria dell’ineffabile Thierry Meyssan  - leggi qui – rendono più che mai opportuno ripercorrrere la lunga storia del suo Reseau Voltaire, per verificarne in maniera più approfondita le credenziali, sia politiche che giornalistiche, e cercare inoltre di capire come e perchè questo gruppo, se non altro in alcuni segmenti dell’opinione pubblica, a destra come a sinistra, sia potuto diventare il simbolo della contro-informazione, quella cioè in grado di smascherare i complotti geo-politici più turpi e le menzogne più grossolane che ci verrebbero propinate dai mass media mainstream. Ma è veramente così?

Wikipedia ci ricorda che il Reseau Voltaire nasce in Francia nel 1994, come associazione no profit che ha lo scopo di promuovere “la libertà e la laicità”. Si impone infatti all’attenzione dell’opinione pubblica transalpina per le sue contestazioni al finanziamento pubblico della visita di Giovanni Paolo II, nel 1996. E gode non a caso del sostegno di diversi, prestigiosi intellettuali di sinistra – fra cui Pierre Bourdieu, Philippe Sollers  e Gilles Perrault – nonchè dei Verdi, dei Radicali e del Partito Comunista. Il suo fondatore, Thierry Meyssan, impegnato sia nel movimento gay che in quello anti-proibizionista, si fa notare soprattutto perchè riesce a promuovere una Commissione parlamentare d’inchiesta sul discusso  servizio d’ordine del Fronte Nazionale. Grazie ai meriti acquisiti in patria,  Meyssan sostuisce nel 1999 Emma Bonino alla guida del Coordinamento radicale Antiproibizionista.

Ma è  l’11 settembre del 2001 che Thierry Meyssan diventa una star dell’informazione globale. Il suo libro sul’attentato alle Torri Gemelle L’incredibile menzogna, che vende centinaia di migliaia di copie e viene tradotto in diverse lingue - riesce infatti a sfruttare con grande abilità narrativa tutta una serie di contraddizioni, bugie e inesattezze nella versione ufficiale data dalle autorità USA, inaugurando di fatto una nuova era nella sempiterna e mai sopita  teoria del complotto. Meyssan diventa così il nuovo Vate, anche se in molti – leggi qui, qui e qui - ne contestano le tesi, trattando il suo libro come un’opera di fiction o di disinformazione. In ogni caso, per il Reseau Voltaire dovrebbe essere il momento del trionfo. E invece crolla tutto.                                                                                    

A defilarsi per primi sono i suoi sostenitori politici, preoccupati sia dall’eccessivo radicalismo in chiave anti-americana e anti-semita adottato da Meyssan, sia dai legami sempre più stretti  che costui annoda con gli Hezbollah libanesi e le autorità iraniane. Ma la vera svolta è del 2005. Cogliendo l’occasione di un Consiglio amministrativo ristretto del Reseau sono in diversi a rivoltarsi contro Meyssan, accusato di opacità nella gestione e di contiguità sospette con l’estrema destra e l’integralismo islamico. “Com’è possibile – si chiedono tre membri fondatori - che una Rete antifascista e di denuncia di tutti gli integralismi possa fare combutta con chi nega l’esistenza delle camere a gas fin al punto da sponsorizzare i peggiori regimi autoritari?”. In effetti sono gli anni in cui il Reseau Voltaire si fa notare per la pubblicazione della lettera con cui l’Abbé Pierre sostiene le tesi negazioniste dello scrittore Roger Garaudy: nè  si fa problemi, Meyssan, nell’allacciare relazioni ambigue con discussi personaggi della galassia lepenista. Si apre così l’epoca dei “rosso-neri” , vale a dire dei fascio-comunisti, che fanno da sponda e da megafono al Reseau Voltaire, come dimostrano i recenti avvenimenti in Libia e in Siria.

E’ la crisi del 2005 - che porta ad un radicale rinnovamento del gruppo dirigente – a spingere il Reseau verso il Libano, dal 2007-2008 sede dell’organizzazione, con una nuova ragione sociale“Reseau de Presse non alligné, traitant de relationes internationales”, agenzia stampa dunque. Meyssan parla di esilio forzato, ma in verità è assai verosimile che la scelta sia stata dettata dai legami operativi sempre più stretti con Hezbollah, la sua tv Al Manar, la tv satellitare iraniana Irib ed altri organi di stampa siro-libanesi. Sui finanziamenti Meyssan ha sempre dichiarato che il Reseau Voltaire vive di donazioni private, ma questa lista è protetta da un rigoroso anonimato, “per proteggere i donatori“; il che autorizza a pensare che possano esserci anche finanziamente da parte di Paesi ed organizzazioni amiche, oltre alle inevitabili sinergie operative.  E’ lo stesso Meyssan d’altronde a rivendicare una precisa scelta di campo, nelle interviste che rilascia e nei comunicati del suo Reseau. Il suo “faro” – ha sempre detto – è la rivoluzione khomeinista del 1979, e la sua ammirazione va tutta ad Hezbollah, Iran, Siria e, per finire, alla Russia di Putin, in una sorta di nuova Internazionale di resistenza all’imperialismo americano. Non va infine dimenticato che l’attuale vice-presidente del Reseau è il giornalista Issa el Ayoubi, noto esponente del partito nazionalista pro-siriano, d’ispirazione apertamente nazista.

Se questa è la storia non c’è perciò da stupirsi dell’appoggio incondizionato che il Reseau Voltaire sta dando al regime sempre più traballante di Bachar al Assad. Gli amici infatti non si abbandonano mai. E all’opera c’è la stessa compagnia di giro con cui da anni Thierry Meyssan confeziona le sue campagne di propaganda & disinformazione: le televisioni Russia TodayTelesur, Al Manar, Irib, le agenzie di stampa e i giornali di area in Siria, Libano, Russia e Iran, più vari gruppuscoli rosso-neri, che ne rilanciano le veline in Rete.  L’abilità di Meyssani è d’altronde indiscutibile: un mix di piccole verità e grandi bugie, trasformate in notizie di grande impatto, quasi mai verificabili. Le esamineremo, una per una, nel prossimo post.

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4 Comments

  1. Doverosissima precisazione, Amedeo, specialmente qui in Francia in cui ancora vi sono fedeli adepti della “libertà d’espressione” di questo personaggio…

  2. claudio

    a quando il “prossimo post”?

    • admin

      In realtà sono indeciso se lavorarci oppure no. Più che altro non so se ne vale la pena, vperchè In Rete si è già scritto tanto e temo che i paraocchi (soprattutto quelli ideologici) rendano inutili i puntini sulle i. Tu che ne dici?

      • claudio

        Io invece avrei letto volentieri il seguito, per due motivi: uno personale perchè anche io non mi fidavo troppo di meyssan, e non capivo tutti questi seguaci che gli andavano dietro senza mettere in dubbio nulla di quello che dicesse; il secondo motivo è che volevamo riproporre i due articoli su CDC, non so se conosci, ma essendo pieno di seguaci del meyssan proporre solo questo articolo avrebbe lasciato libero il fianco a molti commenti “negativi”.
        A te la scelta, nel frattempo ti rinnovo i complimenti

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