In viaggio con il Moloch (9)

ago 19, 2012 by

In viaggio con il Moloch (9)

MR BANDANA, I SUPPOSE           (In Viaggio con il Moloch / 9° Puntata)

Lui non viaggia, si sposta. E per farlo macina i chilometri con la goduria di un vecchio mugnaio. Sulla sua GS 1200 se ne sorbisce anche 500 al giorno, se serve, il che temo gli impedisca di godersi le terre e i Paesi che attraversa ma gli consente di certo delle buone performance dal punto di vista cinetico. Che è poi quello che conta, per Mister Bandana – lo si vede nella foto di copertina – un arzillo bancario che abbiamo incontrato  per caso a Dalyan e che rappresenta secondo me il prototipo del viaggiatore dei nostri tempi.

Mister Bandana è arrivato in Turchia via terra, attraversando Slovenia, Croazia, Albania e Grecia. Un gran bel viaggio se non l’avesse fatto a tappe forzate, in meno di una settimana. Lui però è iscritto a non so quale BMW Moto Club e viaggia per potersi poi vantare, davanti agli amici, dei chilometri percorsi. E’stato in Marocco, Siria, Giordania, e diverse volte in Turchia: ma di ognuno di questi viaggi mi sciorina non a caso il chilometraggio, mica le cose che ha visto o gli incontri che ha fatto. Dubito abbia letto il magnifico Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta: tutte le volte che è rimasto in panne Mister Bandana ha preferito infatti chiamare il centralino di Europe Assistance, per non perdere tempo. D’altra parte basta vedere come si veste per capire che tipo è. Scarpe pesanti da moto, pantaloni multi-tasche, bandana, cintura super accessoriata, forse porta anche il reggi-schiena. E sua moglie, che sembra venerarlo come fosse un Dio del Pistone, a colazione una mattina gli ha chiesto: “Amò, manca ancora molto da vedere in Turchia?”. Lui per consolarla gli ha subito scattato una dozzina di foto, poi hanno inforcato la moto e sono partiti.

L’incontro con Mister Bandana ha scatenato in me e nel Moloch una valanga di ricordi. Degli anni ’70, quando si viaggiava senza meta e con una diversa filosofia, lontana anni luce dalle ansie da prestazione che mi sembrano condizionare molti viaggi di oggi. A Sandro è venuto in mente Werner, un ragazzone tedesco che viaggiava con lui sul tetto di un autobus di linea fra Peshawar e il Khyber Pass, nel 1977,  e che passò tutto il tempo sdraiato a testa in sù, fotografando il cielo. E’ sceso dall’autobus in mezzo al nulla e chissà dove se ne è andato. A me invece è venuto in mente l’amico Luca Torrealta, purtroppo scomparso, che negli stessi anni andava in vacanza senza bagagli a parte una  t-shirt di ricambio e una amaca, che appendeva sotto il primo albero che gli capitava a tiro.  Altri tempi, altri viaggiatori.

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