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Ciao a tutti. Mi chiamo Amedeo Ricucci, faccio il giornalista in RAI e da  ormai più di 20 anni racconto storie. All’inizio era solo un gioco, perché l’unica cosa in cui credevo era la Rivoluzione; col tempo, però, mi sono appassionato, anche perché era sempre meglio che lavorare. Il  battesimo del fuoco l’ho avuto in Africa, dopo una laurea in Economia e un master in Relazioni Internazionali, quando sono riuscito a trovare – per concorso, giuro – un posto come JPO nell’Ufficio Stampa dell’UNICEF per l’Africa Occidentale e Centrale: quattro anni passati a girare il continente nero e a farmi un’esperienza preziosa – ah, il mal d’Africa – grazie alla quale ho iniziato a collaborare con diverse testate italiane, in particolare Il Manifesto, Avvenimenti, L’Espresso e Nigrizia.

                  Nel 1993 mi sono innamorato di una piccola telecamera ed è  iniziata, assieme a Milena Gabanelli, la mia avventura in RAI, con Professione Reporter. Non sapevo però che mi aspettavano 10 anni di precariato. E così, dopo aver fatto l’inviato all’estero per anni, a Professione Reporter, a Mixer e al TG 1, coprendo le crisi internazionali più importanti, ho deciso che era tempo di far causa alla Rai, visto che non c’era altro modo per far valere i miei diritti. Nel 2004 un giudice del lavoro ha imposto la mia assunzione, cosa di cui vado molto fiero perché, a differenza di molti miei colleghi, non ho leader politici da ringraziare e riverire per il lavoro che faccio. Dal 2005 lavoro a La Storia siamo noi di Giovanni Minoli, continuando a fare inchieste, documentari e reportage, soprattutto dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dai territori dell’ex Unione Sovietica.

Ah, dimenticavo. I Ferri Vecchi sono quelli del mestiere: la curiosità, l’onestà, la passione, la competenza, il rispetto degli altri e l’etica del vero servizio pubblico, tanto per citarne alcuni. Per me il giornalismo si fa così. E anche se siamo nell’era del digitale, dei social network e del real time, io in tasca mi porto sempre i miei ferri vecchi. Pesano, sì, ma aiutano a risolvere le situazioni più difficili.

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