La dieta dei marò

mar 6, 2012 by

La dieta dei marò

Confesso di aver provato una punta di fastidio nel leggere stamani che i 2 marò italiani in custodia cautelare in India avranno finalmente diritto “a una dieta appropriata” e potranno perciò mangiare “italiano”.  Spaghetti e mozzarelle di bufale al posto di riso al curry e pollo tandoory. Come se mettere dei paletti gastronomici servisse a farci rispettare di più.  Perchè questo pare che sia il vero nocciolo della questione, invece di provare a capire e a interrogarsi su quello che è veramente successo a bordo della Enrica Lexie. Non è l’unica stranezza in questa vicenda che sembra aver risvegliato i nostri peggiori istinti patriottici. E forse è il caso di vuotare il sacco, anche a costo di risultare sgradevole.

Premetto che ho avuto modo di conoscere sia Massimiliano Latorre che Salvatore Girone, a Camp Arena, Herat, nella sede del contingente italiano per l’Afghanistan. Mi sono sembrati dei bravi ragazzi, molto professionali. Anche troppo, forse, nel senso che, come molti dei nostri soldati delle unità scelte, erano eccessivamente seriosi e pieni di sè. Ma questa è solo una questione di gusti e non c’entra nulla con la vicenda in esame. C’entra, invece, eccome, il commento che i due hanno fatto al nostro sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, sbarcato in Kerala per assisterli:“Siamo italiani e ci comportiamo da italiani”, avrebbero detto. Una frase straziatamente retorica, direi, e soprattutto fuori luogo. Come pisciare fuori dal vaso.

Quello che a me e (spero) all’opinione pubblica italiana interessa è capire infatti cos’è successo a bordo di quella nave. E se i nostri soldati hanno sparato, perchè. Aspetto perciò l’esito delle perizie balistiche e delle indagini, senza temere complotti contro l’Italia e senza coda di paglia (leggi Cermis).  E’ ovvio che il mio cuore sta con Massimiliano e Salvatore, ma questo non può e non deve farmi diventare uno stupido “tifoso”. Se hanno ragione, che tornino a casa, al più presto. Se hanno sbagliato è giusto che paghino. Ma per favore, smettiamolo di scomodare il patriottismo, che è una cosa seria e non va citato a sproposito. Tanto più che il pollo tandory e il riso al curry sono buoni quanto gli spaghetti e la mozzarella di bufala.

P. S. Se accusassero mio fratello di omicido, io gli starei certamente vicino, in tutti i modi. Ma vorrei anche sapere se è colpevole o innocente. Nel primo caso, non mi sognerei mai di mentire o di ostacolare il corso della giustizia. Sbaglio?  E il mio sarebbe un comportamento da infame o da fratello degenere?

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4 Comments

  1. …aggiungo che hanno il diritto di portare la divisa e stare in celle diverse da prigionieri comuni!

  2. “Siamo italiani e ci comportiamo come tali.”
    Cosa vuol dire?
    Che passeranno le giornate a cantare le canzoni di Toto Cutugno?

  3. carlo de sanctis

    se fossi un giudice indiano e sentissi i due marò italiani che giustificano l’uccisione di due pescatori indiani dicendo “siamo italiani e ci comportiamo da italiani” li condannerei subito all’istante. Non avrebbero potuto dire, naenche a volerlo, qualcosa di più stupido e ridicolo. Che cazzo vuol dire questa frase: ci comportiamo da italiani,……..forse da ladri, da corrotti, da mafiosi, da furbi, da evasori, da egoisti, da sbruffoni e tante altre belle qualità che abbiamo esportato e il mondo ha imparato a conoscere di noi. .

  4. coogan

    Devono marcire in galera. Non una parola per i licenziati senza giusta causa ma i marò per Dio! sono Pilastro della Patria! poi sono così affascinaaaantiii…mica sfigati precari e/o cassintegrati! vivo in un paese di merda e NON sono italiano.

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  1. Figli e Figliastri : Le voci del silenzio - [...] mi riferisco ai due marò in prigione nel Kerala, in India.Su di loro mi sono già espresso, qui e qui, e non mi pare che siano ...

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