La fabbrica dei mostri

set 21, 2012 by

La fabbrica dei mostri

Ormai non c’è più bisogno di ricordare quanto capitò all’anarchico Pietro Valpreda subito dopo la strage di Piazza Fontana, nel 1969. Perché la nostra storia recente è terribilmente farcita di mostri sbattuti in prima pagina senza uno straccio di prova ed a cui nessuno ha poi dedicato più di 5 righe di rettifica quando ci si è accorti di aver sbagliato. Diffamazione a mezzo stampa, così si chiama. Ed è una prassi, ahimè, piuttosto diffusa, che rischia di fare danni seri: alla dignità, all’onore e alla verità.

A questo reato – sì, si tratta di un reato, che a volte vede noi giornalisti  nelle vesti di vittime ma altre volte in quelle di carnefici –  è dedicato un bel libro di Luca Bauccio, avvocato con la passione dei diritti umani, che da anni si batte contro lo strapotere dei media ed è stato fra i fondatori di YouReporter, il primo sito di citizen-journalism.. Già il titolo la dice lunga: “Primo: non diffamare” e chi avrà la pazienza di leggersi il primo capitolo – disponibile on line – può rendersi conto di quanto fondate le sue argomentazioni. Che si appoggiano a diversi casi di  cronaca che tutti conosciamo ma di cui non sempre avevamo colto l’aspetto “mostruoso”, nelle sue diverse sfaccettature. Rubo al libro solo una dichiarazione di Vittorio Feltri, che così rispose a chi gli chiedeva conto della “brutta fama” che si era fatto Il Giornale a causa della micidiale “macchina del fango”scaricata sul povero direttore dell’Avvenire, Dino Boffo: “Perchè parla di brutta fama se i nostri lettori aumentano ? – disse Feltri, con la sua solita faccia tosta – Per me sono i giornali che chiudono, o quelli che perdono copie, a farsi una brutta fama. ”

Al libro di Luca Bauccio è ispirato il film “Al Qaeda, Al Qaeda”  di cui è appena uscito il trailer e che sarà a breve disponibile in Rete. Mi sembra un film interessante, da vedere. E credo che gli si possa apporre la stessa dedica che apre il libro:  ”A tutti i giornalisti che ogni giorno scrivono dei fatti pensando al vero, e scrivono delle opinioni senza spacciarle per la realtà. a tutti i diffamati che hanno incontrato sulla loro strada qualcuno che ha preso per realtà un’opinione , la verità per una chimera e la dignità per un pretesto. “

 

 

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