La punizione

ott 9, 2012 by

La punizione

Il terrore viene dal cielo. Ed è così spaventoso da raggelarti il sangue. Ha la forma di  un barile da 250 litri, imbottito di tritolo, che i Mig dell’aviazione siriana sganciano alla cieca sulle città, calando improvvisi come aquile in picchiata per poi risalire. E’ un attimo. E gli effetti sono devastanti. Ma peggio ancora è il panico, che non può non contagiarti.  Perchè non c’è posto dove ci si posssa sentire al sicuro: nè in casa nè all’aperto. E allora ti senti improvvisamente nudo, inerme, non sai cosa fare nè dove andare, e cominci a vagare senza meta in attesa che torni la calma. Dopo un po’ ti riprendi, ma sai che da un momento all’altro quel maledetto uccello può sempre tornare. E infatti torna, senza preavviso. E puoi solo sperare che non venga da te, con il suo carico di morte, per seppellirti.

Sarò lento io ma l’ho capito solo ieri perchè i siriani scappano in massa. Chi può ficca infatti le sue poche cose sul tettuccio della macchina, di un taxi o di un camion e va ad allungare la lista dei profughi che si ammassano senza un futuro oltre confine. In Turchia, in Libano, in Giordania. Meglio i disagi di un campo profughi  che l’incubo di questi bombardamenti alla cieca, da cui nessuno può proteggerti e che hanno come unico scopo quello di seminare il panico, terrorizzare e demoralizzare. Non conta che che tu sia con l‘ESL e imbracci un fucile, no, conta solo il fatto che il tuo villaggio, la tua città, si siano ribellate e abbiano osato dire no al regime di Bachar al Assad.                                          

Ieri, quando i Mig sganciavano i loro barili di morte sulla città di Haritnan, avrei voluto essere in compagnia non di Cristiano Tinazzi ed Elio Colavolpe ma dei tanti colleghi e sedicenti tali che al calduccio dei loro salotti, fra un bicchiere di vino e un piatto di spaghetti, discettano di geo-politica e finiscono per negare i bombardamenti selvaggi e indiscriminati dell’esercito di Assad. A loro vorrei dire che questa non è tanto una guerra civile, ma una guerra scatenata dal regime contro il suo stesso popolo. E i bombardamenti sono una sorta di punizione collettiva, inflitta con lucida ferocia e senza alcuna ragione militare. E’ L’ultima follia di un regime che ha il destino segnato ma si ostina o non morire.

P.S. Da domani, su www.lastoriasiamonoi.rai.it e su www.repubblica.it debutta “SIRIA 2.0″, il web-evento in diretta che per 10 giorni racconterà dall’interno l’inferno della guerra in Siria, con video, articoli, foto e approfondimenti. DA SEGUIRE.

P.S. 2. Scritto il 10 ottobre. Devo rettificare una mia imprecisione e sono grato a chi me l’ha segnalata, su FACEBOOK. Gli aerei che sganciano questi “barili di morte” non possono essere dei MG, in quanto non sono predisposti per questo utilizzo. Controllando il video, ho visto che in realtà non di MIG si trattava – almeno stando alla sagoma – ma di un altro velivolo, che  non sono riuscito ad identificare. Detto questo, nulla toglie alla gravità di questa “pratica”,  a cui l’esercito di Assad si dedica con lucida ferocia.

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1 Comment

  1. Cristina

    Con le tue immagini ancora nella mente, non fanno rabbia solo le chiacchiere da salotto sulla Siria. Sappi che qui anneghiamo nelle beghe della politica interna con qualche cenno -scarso- al sempre più cupo scenario economico. La tragedia della Siria è così lontana che leggere La Punizione squarcia la nostra perenne irrealtà.
    Buon lavoro

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