La s/correggia che seppellirà Assad

dic 26, 2012 by

La s/correggia che seppellirà Assad

Per anni ha lavorato come addetto-stampa per varie Ong, occupandosi di commercio equo e solidale, agricoltura biologica e ambiente. L’ha fatto con competenza, devo ammettere, anche se capita solo in Italia che un addetto-stampa possa scrivere sui media senza dover specificare la sua qualifica (in modo da evidenziare e quindi scongiurare il possibile conflitto di interessi). Ma, si sa, in Italia la deontologia è un optional e i giornalisti-militanti hanno sempre avuto spazio, a destra come a sinistra. Succedeva così che negli articoli che la nostra eco-giornalista pubblicava sul Manifesto si parlasse di progetti ed iniziative – lodevoli, per carità – di cui era lei, senza però mai dirlo, a curare l’ufficio-stampa. Un’assurdità, secondo l’etica del buon giornalismo. Come se a scrivere dell’ultima vertenza sindacale in Fiat fossero  il braccio destro di Marchionne o quello di Landini, che com’è noto sono entrambi parti in causa. Con quale credibilità (e con quale “giusta distanza” dai fatti ) potrebbero mai farlo?

Oggi invece Marinella Correggia – questo il nome della collega –  si erge a Passionaria indefessa della cosiddetta Contro-Informazione sulle Rivoluzioni Arabe, di cui la nostra, che pure non si è mai occupata di esteri se non da militante pacifista, pretenderebbe di svelarci, con grande sprezzo del pericolo, i presunti retroscena. In Libia l’ho vista prendere lucciole per lanterne pur di poter criticare l’intervento della Nato – si legga qui, ad esempio - ed oggi, sulla Siria, fa anche di peggio, negando addirittura l’evidenza e cioè che quella siriana sia una rivoluzione di popolo, sia pure con tutte le sue contraddizioni. E’ in buona compagnia – per averne un’idea leggi qui e qui – ma è una compagnia di giro talmente sputtanata da averle chiuso le porte di molti giornali e siti che prima ospitavano i suoi articoli e che adesso li cestinano.    

Se torno ad occuparmi dei suoi deliri – e giuro che non ne avrei né il tempo né la voglia –  è solo perché la Correggia - con questa sua ultima farneticazione – è la spia di quella ingenuità e di quel dilettantismo che troppo spesso albergano in Rete e su cui fanno leva i tanti, troppi professionisti della disinformazione. Dubitare, infatti, è la quintessenza del giornalismo. Ma seminare il dubbio ad arte, sparando nel mucchio e senza prove, è una scelta becera oppure prezzolata. Scegliete voi.

Stavolta la Correggia si scaglia contro la strage di Halfaya del 23 dicembre. La cosiddetta strage del pane. Che secondo lei non c’è mai stata. Oppure, se mai c’è stata, non è detto che sia opera del regime di Assad. Lei l’ha capito subito, per fortuna, perché lei e solo lei ha applicato le regole del buon giornalismo –  ”chi, come, se, perché, cui prodest eccetera (?!!?) - alle “prove video” della strage, le quali mostrano molte contraddizioni e nulla rivelano sui colpevoli, né sulla dinamica“.

Tralascio il fatto che le fonti “contro-informative” cui fa riferimento la Correggia sono o quelle del regime (il governo e la sua agenzia ufficiale, la Sanaa)  o quelle dei suoi più fedeli alleati mediatici, Russia Today e l’iraniana Irib -(si legga qui per una radiografia). Fidarsi di loro è come credere che l’olocausto non ci sia mai stato perché l’agenzia di stampa nazista e le sue sorelle dell’Asse, l”italiana e la giapponese, non ne hanno mai dato notizia. Mi limito invece a seguire il suo farneticare che parte proprio dal fatto che le notizie su Halfaya sarebbero state ben diverse se i media si fossero dati la briga di analizzare per bene i video portati come prova…” . 

      Ebbene, cosa scopre la nostra provetta Sherlock Holmes?

1) “Non c’è traccia di passaggio di aerei e nessun segno che possa indicare chi ha sparato e in quale circostanza e contro chi. “ Geniale, direi. La Correggia deve essersi fatta le ossa ad Hollywood, mi sa. Perché riprendere un aereo mentre sgancia una bomba capita una volta su mille. E il fatto di non avere la prova del passaggio aereo non vuol dire nulla, tranne per chi è pagato per rimestare nel torbido. L’hanno fatto gli israeliani, ad esempio, per contestare la morte del piccolo Mohammed Al Dura, all’inizio della II Intifada – leggi qui -  e lo fanno tutti i regimi che, avendo la coscienza sporca per i loro crimini di guerra, provano a ribaltare le verità più evidenti con la scusa che manca la “smoking gun”.

2)“Nessun indizio per capire che si tratti di un panificio, anzi… un particolare mostrerebbe la messinscena: nel video un uomo depone per terra un pane tondo tradizionale, sul sangue. Per mostrare al mondo che si trattava di una panetteria?” E’ una osservazione che si commenta da sola, per il suo dilettantismo non giornalistico. E lo dice uno che davanti ai panifici di Aleppo c’è stato e ne ha visti di bombardati, come denunciato del resto da tutti i siti indipendenti che si occupano di Siria.

3) “dalle immagini non risultano macerie tali da far pensare a un bombardamento aereo, non ci sono tracce dell’impatto della bomba o missile lanciato dal presunto Mig, ma solo un foro sull’edificio e rovine di piccola entità, più facilmente riconducibili a un ordigno di modesta portata”. Altra stupidaggine. Premesso che i video giunti da Halfaya sono solo “frammenti” di verità e non prove “complete” da esibire a un processo – quindi possono essere lacunosi, perché girati non da professionisti dell’informazione – la nostra  Correggia non deve aver mai visto gli effetti di una barrel bomb, ché di questo si tratta. Sarà pure un ordigno di “modesta portata”, come dice lei, ma se davanti al panificio c’era la fila – e se volete vederne una guardate qui – si fa presto a fare una strage. Cosa insinua, la Correggia? Che sia tutta una messa in scena, magari “girata” in Qatar come provò a dire l’ineffabile Thierry Meyssan della presa di Tripoli, nell’agosto 2011 ? (salvo poi farsi ridere dietro da tutto il mondo).

4)  ”Il numero massimo delle vittime dovrebbe essere tra i 20 e i 30 (cifra ben distante dai 90 di cui si parla, figuriamoci dai 300!”. E’ l’unica osservazione che ha qualche ragion d’essere. Perché i video postati da Halfaya sono stati girati, verosimilmente, a ridosso della strage; e dalle immagini che mostrano il numero dei morti sembra essere inferiore a quanto denunciato a caldo dagli attivisti (300). Capita, e gli attivisti siriani è normale che facciano il loro mestiere. Così come noi giornalisti, indipendenti, dobbiamo fare il nostro. Detto questo, trovo squallido star qui a disquisire sul numero dei morti. E’ stata comunque una strage. E chi lo nega prendendo a pretesto il numero “inferiore” dei morti fa il becchino per conto di Assad (e non il giornalista).   

5) Tutto questo arzigogolare della nostra Passionaria di Assad ha però uno scopo. E lo si scopre nelle conclusioni a cui arriva. Tenetevi forte: “Non si sa dunque cosa sia successo. Le ipotesi sono diverse e nessuna per ora verificabile, ma la più assurda è proprio che un Mig bombardi sotto gli occhi del mondo mille persone in fila per il pane. Le vittime potrebbero essere come in altri casi  membri di gruppi armati utilizzati per creare un altro possibile casus belli contro il governo siriano. Il sito potrebbe in effetti essere stato bombardato dall’esercito, negli scontri che avvengono quotidianamente con l’opposizione armata, in ambito anche urbano, là dove la guerra è stata portata. Poiché non ci sono prove che fosse un centro per la distribuzione del pane al momento della tragedia, potrebbe essere stato uno spazio preso dai gruppi armati per fabbricare esplosivi ed essere esploso. C’è poi chi (come la radio Irib) sostiene che potrebbe essersi trattato di un colpo portato da una delle fazioni dell’opposizione all’altra, piazzando un ordigno in piena città. Non si sa.” 

Serve aggiungere altro? Credo di no. Tutto è chiaro. E sono certo che sarà proprio una s/correggia a seppellire Bachar al Assad.

 

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64 Comments

  1. il mago di oz

    Da qual pulpito la predica, proprio dal pennivendolone a cui i morti di fame ribelli hanno pure fatto pagare 200 euro di ingresso in Siria………. Pure il dazio per scrivere str**zate contro il presidente Assad. Ma tanto avrete una brutta sorpresa, il vostro sporco lavoro danneggerà solo voi perché siamo vicini al momento in cui questa buffonata finirà.

    • E se lo dice il Mago di Oz possiamo stare tranquilli

    • Il mago di Oz = Ouday Ramadan

      Il Mago di Oz non riesce nemmeno a scrivere il suo reale nome. Codardo senza palle. Pennivendolo è tipico termine usato da Ouday “Soso” Ramadan.

    • Saladino

      “Ma tanto avrete una brutta sorpresa, il vostro sporco lavoro danneggerà solo voi perché siamo vicini al momento in cui questa buffonata finirà.”

      Ma cos’è una minaccia?
      ahahahahaha
      Sig. mago di Oz , che succede?sta studiando da terrorista? o da mafioso?cosa medita di fare?

    • cristianotinazzi

      ah si paga per entrare? e dove l’hai trovata sta notizia Oz,te l’ha detto Alice?

  2. andrea

    NON L’HAI VISTO VERME IL VIDEO DOVE SI VEDE CHIARAMENTE CHE I MORTI SONO TUTTI UOMINI? http://www.youtube.com/watch?v=r6slfyCIOW8&list=PLgJngg6pf4KLfVrdzCUrQwJJCkUDurfbc

    O DOVE I CANI AMICI TUOI GETTANO UNA FOCACCIA PER FAR VEDERE CHE LI SI FACEVA LA CODA PER IL PANE? http://www.youtube.com/watch?v=W0fa33rM8uE&list=PL0D1E5C34901D8D0A

    Meriteresti proprio che qualcuno ti cavi gli occhi con un cucchiaio e te li faccia mangiare davanti a quegli schifosi dei tuoi figli, se sei stato capaci di scopare qualche volta nella tua vita.

  3. alberto savioli

    Caro mago di Oz (i sostenitori di Assad si celano sempre, dietro ai loro pseudonimi, è la vergogna a farvi nascondere?), facile parteggiare per Assad dal divano di casa…
    Grande Ricucci, ora preparati al fuoco incrociato degli anti imperialisti e dei finti pacifisti…La signora Correggia ha negato a suo tempo anche le cluster bombs, dicendo che potevano essere portate dalla Turchia (http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=1026), salvo poi censurare l’articolo che le postai in cui vi erano le prove video sull’uso delle stesse (http://www.sirialibano.com/short-news/le-bombe-negate.html).
    Silenzio anche sulle molte pacifiste arrestate dal regime (una per tutte Rima Dali), a cui feci nomi e cognomi e fatti circostanziati, poteva verificare notizie e fonti, invece nulla sempre silenzio in proposito!
    Inizialmente pensavo che semplicemente fosse una pessima giornalista, offuscata dalla sua ideologia, ora penso che ci sia anche il dolo. La coerenza non è certo il suo forte…

  4. Non saprei se chiamarla giornalista oppure una ignorante mercenaria del giornalismo , lei nel profondo della sua malafede cerca con tanta stupidità di mettere assieme un sacco di stronzate in un articolo per diffendere un regime mafioso destinato comunque a cadere e non mi meraviglio affatto se a suo tempo ha difeso anche uno psicopatico di nome Ghedafi passandolo per paladino della libertà.

    • Lo “psicopatico di nome Gheddafi” era accolto da anni, e con tutti gli onori, da tutti i governi “occidentali” che alla prima occasione buona si sono coalizzati per toglierlo di mezzo. Probabile che la sua “psicopatia” sia essenzialmente consistita nel non essersi accorto di quello che gli si preparava, dal momento che l’intera classe politica “occidentale” è caratterizzata passim da comportamenti altrettanto megalomani ed estrosi.

      E’ appena il caso di ricordare che quanto a “regimi mafiosi” lo stato che occupa la penisola italiana non deve prendere lezioni da nessuno.

      • Il tuo amato leader gheddafi è stato bombardato in passato dagli occidentali, non è sempre stato accolto con tutti gli onori. Ha una carriera dittatoriale di 40 anni è un po’ riduttivo vedere solo gli ultimi.

  5. fabrizio

    Vergognati! Volgare. Sei un volgare servo. Vrgognati.

  6. Comunque siano andate le cose, sono almeno due anni che la “libera informazione” presenta come incontestabili decine di grossolane falsificazioni prodotte senza tregua da un “osservatorio siriano per i diritti umani” eloquentemente materializzatosi, come tutto il resto, appena in tempo per assolvere a questa necessità.
    Si è arrivati al punto di presentare immagini di elicotteri d’assalto esposti in un museo come se fossero stati consegnati alla guerriglia da piloti disertori, e di gabellare per “abbattuto” un elicottero ripreso in volo… voltando di novanta gradi la telecamera.
    Tutto questo mentre, sempre da due anni, si statuisce che “Assad ha le ore contate”.
    Se la “libera informazione” tiene tanto alla propria credibilità -peraltro difesa con sfrontatezza oltre ogni limite, specie quando c’è da accedere ai fondi per l’editoria- dovrebbe riservare a questioni come una guerra in corso competenze, discrimini, definizioni e weltanschauung differenti da quelle che adopera per quelle femmine con pochi vestiti addosso e per quelle pallonate, per quei palloni e per quei pallonieri che costituiscono i quattro quinti dei contenuti che veicola.
    L’intero mainstream dà ormai per scontato che nel “paese” dove mangiano maccheroni e suonano il mandolino non vegetino altro che sudditi capaci soltanro di indossare canottiere e di visionare videocassette pornografiche. Il problema è che la minima variabilità nel pubblico rischia di provocare crolli di credibilità, dunque di vendite, dunque di entrate pubblicitarie. Evidentemente, la “crisi dell’editoria” tutt’ora in corso, con la giusta e logica chiusura di un numero crescente di gazzettine ridicole, non sta insegnando nulla a nessuno.

    • Veramente la “libera informazione” è quella che spaccia il tuo gruppo, non si tratta nient’altro che propaganda del regime iraniano e russo ma fa niente.

      • admin

        ciao Mojtaba immagino tu ti riferisca a qualcuno dei commentatori. Altrimenti mi sa sbagli target…,

      • Il sottoscritto non fa parte di alcun gruppo e conta solo per se stesso.
        E’ appena il caso di ricordare che dieci anni fa azzardarsi a mettere in discussione l’esistenza dell’arsenale batteriologico e chimico di Saddam Hussein equivaleva al bando mediatico ed all’accusa di “pacifinto” o di “saddamita”, vocaboli di cui erano prodighi gli autonominati custodi mediatici della “libertà”.

        • Il gruppo dei filoassad mi sembra abbastanza chiaro. Per il resto vedo che a parte spammare la propaganda delle agenzie stampa del regime di teheran non fai. I bombardamenti di assad sulla popolazione esistono, a differenza delle armi di distruzioni di massa di Saddam, fattene una ragione.

    • L’Osservatorio per i Diritti Umani può tendere all’esagerazione ma è l’unica fonte a disposizione. Il regime siriano, di regola, non “segnala” niente. Secondo il regime siriano non succede niente, o quasi. Una cosa è “esagerare” una cosa è riempire il mondo di “fake” come fa l’esercito elettronico siriano. Una notizia esagerata e un falso sono due cose diverse. Se vuoi credere ai falsi o ai silenzi fallo pure.

      • “L’unica fonte a disposizione”. E’ possibile; tutto sta nel capire per che cosa.

        Una cosa è esagerare e l’altra è riempire il mondo di “fake”? Senz’altro: solo che nel caso della “libera informazione” su quanto sta succedendo in Siria si raggiungono livelli anche più raffinati, nel senso che non si riesce a capire dove finisca l’esagerazione e dove inizi il “fake”.

        • quindi è un complotto, vero?

          • Certo che è un complotto, parli con chi copia e incolla gli articoli della sig.ra Correggia e poi pretende di fare le pulci contro l’informazione mainstream.
            A quel “io non stò con oriana” sembra davvero che la teocrazia iraniana piaci molto, come mai non si è ancora trasferito li è un mistero.

          • No.
            Una delle cose che è bene evitare è “spiegare” con complotti quello che è sufficiente spiegare con la malafede, l’incuria, l’imperizia, la cialtroneria pura e semplice.
            La stessa considerazione che Indro Montanelli [*] fece molto a posteriori per riferire dell’invio al Regio Esercito nell’Albania del 1940 di una partita di scarponi esclusivamente per il piede sinistro.
            Da parte gazzettiera e da parte di molte componenti dell’attivismo politico, nel caso della Repubblica Araba di Siria, si sta assistendo complessivamente a tentativi -a volte comici- di far rientrare gli avvenimenti nel framework interpretativo consueto.
            I framework interpretativi tipici della “libera informazione” sono pressoché tutti mutuati dalla realtà del pallonaio, il che non sorprende perché nel “paese” dove mangiano maccheroni ormai non si capisce e non si concepisce altro. Abbiamo dunque il tiranno Assad da una parte, che si è alzato una mattina e ha deciso di distruggere mezzo paese per vedere come se la cavavano i suoi reparti d’artiglieria pesante, e i poveri cittadini inermi dall’altra, a farsi diligentemente ammazzare in coda per il pane.
            L’impressione, invece, è che in Siria vi fossero tutte le premesse per una guerra civile. Nel 2007 il paese era gremito di profughi iracheni: unito al fatto che il governo Assad teneva sistematicamente i sunniti ai margini della partecipazione al potere e che i sunniti stessi avevano perso in pochi anni molte rappresentanze politiche in un’area compresa tra il Libano e Bassora, sarebbe bastato sapere dove mettere le mani per accendere un conflitto. E il fatto che l’esercito siriano -concepito per affrontare quello sionista- non avesse alcuna esperienza di ordine pubblico né gli equipaggiamenti per occuparsene senza fare un macello, ha facilitato di molto le cose.
            La popolazione civile si è trasformata da attore in vittima nello spazio di un mattino. Al primo shrapnel esploso e alla prima perquisizione a mitra spianati sotto i letti e negli sgabuzzini.
            Intanto, le gazzettine continuavano allegramente a ciarlare di “primavera araba”, magari dando voce alle derelitte e conculcate lesbiche di Damasco.
            Poco c’è mancato che qualche fogliettista suggerisse di mandare quelle perdigiorno russe o ucraine con l’abitudine di denudarsi in pubblico a fermare i T72 a colpi di technomusic.
            Comunque la si pensi sul caso particolare, con un “servizio stampa” come questo il “libero esercito siriano” può fare a meno dei nemici: persino sul “Corriere della Sera” le notizie sulle presunte efferatezze dell’esercito regolare vengono accolte da commenti dubbiosi o insofferenti.
            E Bashar al Assad ha “le ore contate” ogni giorno… da due anni.

            [*]I Mojtaba tacceranno sicuramente Montanelli di filocomunismo, ma in vent’anni di Internet si è dato il caso di “commentatori” capaci di dare la colpa a Massimo d’Alema (e alla sua barca a vela) delle spregiudicate operazioni urbanistiche intentate negli Stati Uniti l’11 settembre 2001, quindi non ci si deve stupire di nulla.

          • Sig. Io non stò con Oriana la fam. Assad governa il paese con il pugno di ferro da 40 anni, prima o poi tutte le dittature finiscono oppure secondo la sua storia la popolazione doveva prostrarsi e adorare l’imperatore di turno a tempo indefinito?
            Oltre al regime di polizia la situazione economica e sociale del paese era piuttosto precaria e a seguito del rialzo dei prezzi degli alimentari sono scoppiate le rivolte arabe. Assad voleva rimanere attaccato alla poltrona e ha risposto con i fucili… cosa c’è che non capisce?

          • Mojtaba ha evitato -sicuramente perché anticipato in questo dal sottoscritto- di fare di Indro Montanelli uno skipper sulla barca a vela di D’Alema, ma è riuscito in ogni caso ad adempiere alle aspettative di inane pochezza che è lecito coltivare nei casi come il suo.
            Che sul sussidiario di quinta ci sia scritto che “la famiglia Assad” governa col pugno di ferro da quarant’anni è cosa che nessuno mette in dubbio. Una cosa che chiunque dovrebbe avere il buon senso di mettere in dubbio è il fatto che le competenze di Mojtaba in fatto di Medio Oriente si spingano oltre il livello di un allievo -neppure troppo brillante- dell’ultimo anno delle scuole primarie.

          • ” Una cosa che chiunque dovrebbe avere il buon senso di mettere in dubbio è il fatto che le competenze di Mojtaba in fatto di Medio Oriente si spingano oltre il livello di un allievo -neppure troppo brillante- dell’ultimo anno delle scuole primarie.”
            Detto da chi copia e incolla gli articoli della correggia per dire che non c’è stata la strage di Halfaya si commenta da solo. Perchè non ha contestato direttamente l’articolo Ricucci e si è invece rifugiato in questi sproloqui kilometrici senza senso compiuto?

  7. rigodot

    Il coniglio non si firma con nome e cognome ma sono sempre il soliti sette o otto (il numrro massimo a cui arrivano quando scndono in piazza). Psicotici violenti solo a parole, come il primo che ha commentato. Nella vita reale sono sopltanto sfigati frustrati ai quali la mamma non darebbe in mano neanche la lista della spesa. Marinella correggia non meritava nneanche un post. Gli zeri rimangono zeri. Io invece mi soffermerei su chi la pubblica (spero ormai quasi essuno) come quei quattro venditori di carabattole del Manifesto.

  8. mago di oz

    Non sono Ouday, ormai lo vedete ovunque… Sul violenti solo a parole ho le mie riserve, il web è molto variegato. Saluti a tutti

    • Saladino

      Sig. mago di oz, quindi lei conferma che volendo potrebbe anche essere violento? lasciare la tastiera per passare alle vie di fatto?
      Le ripeto, sta studiando da terrorista o da mafioso?

  9. riccardocuordileone

    sig.saladino eheheh poi dici tincazzi!

  10. Quante minchiate.

    • admin

      Succinto, Emilio, e ricco di riflessioni interessanti, su cui non mancherò di riflettere. Ad maiora.

  11. alberto savioli

    La solita storia, tocchi la Correggia e subito intervengono i suoi amici animosi e violenti (almeno a parole) a difenderla.
    Mai una risposta sulle questioni di merito sollevate, sempre l’uso degli pseudonimi (nemmeno il coraggio del proprio nome).
    Da inorridire…definirsi pacifista e avere dei ceffi da gergo squadrista che ti difendono…
    La solita vecchia storia Marinella:
    http://giulianasgrena.globalist.it/Detail_News_Display?ID=23141
    http://30secondi.globalist.it/2012/05/29/siria-storie-di-ordinaria-monnezza/#comment-14584
    http://www.gennarocarotenuto.it/21351-solidariet-a-marinella-correggia-giornalista-scrittrice-e-attivista-dei-diritti-umani/
    La Correggia applica sempre lo stesso metodo visto ad Haulè, Halfaya, Dayr al Asafir…le stragi del regime diventano le stragi dei ribelli, i bombardamenti aerei non esistono e sono dei fake o dei falsi video organizzati, quando non è lei a farneticare lo fa Santoianni (tra gli amministratori del suo blog sibialiria), applicando lo stesso metodo ed i soliti cui prodest…(http://napolinowar.wordpress.com/2012/11/28/unaltra-bufala-bombe-a-grappolo-su-un-campo-dove-giocavano-a-calcio-bambini-siriani/).
    L’incoerenza di questi individui è proverbiale (http://napolinowar.wordpress.com/2012/12/25/ma-perche-facebook-da-una-mano-alla-guerra-contro-la-siria/) ora spunta un articolo di Santoianni contro facebook in difesa di Syrian Free Press…”di cui non condivido certo l’ideologia” dice, peccato che Marinella Correggia scrivesse su questo sito fino a giugno e con questi individui sfilasse alle manifestazioni pro-Assad.
    La stessa incoerenza che fa piagnucolare Marinella quando pensa di venir censurata, ma per prima censura su sibialiria i commenti che la mettono in difficoltà o a cui non sa rispondere.

  12. sempre il mago di oz

    Caro Tinazzi, gli unici terroristi siete voi, basta anche una penna o un blog per fare del terrorismo e la mafia è quella propaganda anti-Assad che propinano i nostri quotidiani di regime, insieme alla tv di stato, che quantomeno dovrebbe essere imparziale. Comunque, come già ho detto, avrete una pessima sorpresa, non squadrista, nessuno verrà a casa vostra a fucilarvi, tranquilli. Finora le minacce e le calunnie sono state fatte solo dalla “vostra” sponda.
    Sono contento, però, che sia uscita anche la storia delle petroliere, così piano piano è più chiaro che il finale è già stato deciso da un pò e gli unici a credere ancora che in Siria possa accadere una rivoluzione nel vero senso del termine, siete rimasti voi.

    • cristianotinazzi

      ciao Mago di Oz, visto che mi nomini impunemente ti rispondo impunemente. con tanto di firma, che non siamo mica conigli impavidi grassi come te. aspetto fiducioso la pessima sorpresa (ti conviene fare del tuo meglio perchè non faipaura manco a tua nonna, però) bacini

    • alberto savioli

      A dire il vero mago di oz, a credere che in Siria possa ancora accadere una rivoluzione è lo stesso Assad, altrimenti non avrebbe usato negli ultimi mesi cluster bombs, bombe al fosforo e di recente i gas.
      Se non ci credesse non continuerebbe ad arrestare quella parte di opposizione non violenta, solo una settimana fa sono stati arrestati Zaydun Zubi (docente di medicina, leader del movimento di protesta pacifico), Samir Idriss, Anas Skaff, Burhan Saqqal, da un anno marcisce in carcere Mazen Derwish (centro per la libertà dei media), da oltre un mese sono in carcere anche un gruppo di ragazzine che manifestavano contro tutte le violenze (la loro leader è Rima Dali).
      Ti è chiaro che tutto l’est della Siria non è più controllato da Assad? Le truppe dell’esercito stanno bloccando gli ingressi a Deir ez-Zor, ma da Abu Kamal, Mayadyn, fino ad Hassake, e ad est fino a Chola-Ghabajib non si vede più un soldato di Assad.
      Siamo a più di 50.000 morti e 200.000 arrestati, come pensi che possa riprendere in mano un paese un boia del genere, le sue mani grondano sangue e pure la tua coscienza dal momento che lo sostieni ancora, ma so che sotto sotto te ne rendi conto, non si spiega altrimenti la vergogna che provi nello scrivere il tuo nome!

  13. Che schifo. Vi invito a seguire costantemente Marinella Correggia, coraggiosa e onesta giornalista che è oltretutto stata in Siria a maggio fornendo degli ottimi reportage, direttamente sul sito Sibia-Liria: http://www.sibialiria.org/

    • admin

      Caro Ivan, siccome e l-ultimo giorno dell-anno e sono pi\ buono del solito lascio perdere la tua provocazione e addirittura la pubblico. Ma nel 2013 dovresti andare a ripetizioni, perche- non mi sembri per nulla preparato….

  14. alberto savioli

    Ivan, se perdiamo tutto questo tempo per una come la Correggia, è proprio perchè la seguiamo costantemente…
    Onesto è chi mette in dubbio le proprie certezze, pubblicando notizie che contrastano con le idee che si è fatto, non passandoci oltre lasciandole nel cassetto.
    Coraggioso è chi in Siria si fa arrestare per un’idea e chi in Italia (da siriano) manifesta contro Assad, mettendo il nome e cognome su quello che scrive, anche se in Siria ha lasciato i parenti.
    Su una cosa Marinella è coraggiosa, sono d’accordo con te, ci vuole coraggio a scrivere su Syrian Free Press per mesi e a sfilare ai cortei pro-Assad (definendosi pacifista) di fianco a fascisti ed antimperialisti, al grido di “Allah Suryah Bashar w bes” e “Assad, siamo i tuoi shebbiha”.

  15. matteo

    Gomblotto! Gomblotto!

  16. Tania

    Che brutta bestia l’invidia

    • alberto savioli

      Che brutta bestia l’incapacità e l’incoerenza.
      Dal momento che qui sono tutti invidiosi di una gran giornalista, chieda alla sua amica pacifista perchè in due anni non ha scritto una riga sui pacifisti siriani che vengono arrestati (http://www.sirialibano.com/siria-2/arrestate-attiviste-pacifiche-nel-cuore-di-damasco.html, http://www.sirialibano.com/short-news/rima-dali-rinchiusa-nella-sezione-palestina.html).

      • Tania

        E lei chieda al suo amico giornalista perchè in due anni non ha scritto una riga sui crimini commessi dai terroristi ribelli in Siria.

        • admin

          Tania, non solo leggi poco ma ti esprimi male. Usi lo stesso vocabolario di Bachar al Assad, che chiama terroristi i figli del suo popolo che non lo vogliono più al potere, e dopo aver sparato per mesi sulle loro pacifiche manifestazioni di piazza si lamenta oggi del fatto che questi siriani hanno imparato a difendersi…

          • Tania

            Lei che si esprime con le sante parole di Al Jazeera e Al Arabia e non ha un vocabolario migliore del mio infatti lei chiama figli del popolo quelli che mettono autobombe a Damasco nei quartieri cristiani o alawiti perché sono pro Assad, che spara o sgozza giornalisti, che occupa villaggi e città nascondendosi tra la gente in modo che le bombe facciano più vittime possibili mentre nel frattempo loro razziano e rubano tutto quello che c’è da razziare e rubare e tra una razzia e l’altra ci scappa pure qualche esecuzione di massa (da appioppare ad Assad) tutto questo in nome di Allah? Io li chiamo figli di p. oppure terroristi. Ma scusi, ma se lei questi li chiama figli del popolo chi si esprime male è lei

  17. michele

    non molto eleganti il titolo e la chiusura.
    battute di questo tipo marinella correggia le avrà subite fin da bambina, ma certo non si tratta di esempi di comportamento da giornalisti o anche solo da umoristi originali.
    e anche il contenuto non è certo molto “british”, non aiuta ad identificare dei professionisti che applicano una deontologia ferrea e una “giusta distanza” dai fatti.

    dall’articolo ho ripreso alcuni apprezzamenti nei confronti della collega, di cui alcuni ripetuti:

    passionaria indefessa
    lucciole per lanterne
    sputtanata
    deliri
    farneticazione
    professionisti della disinformazione
    seminare il dubbio ad arte
    dilettantismo
    becera
    prezzolata
    farneticare
    rimestare nel torbido
    dilettantismo
    stupidaggine
    insinua
    becchino

    la coloritura espressiva mi sembra piuttosto di cattivo gusto, e certamente non del tutto spiegabile in un giornalista che dovrebbe far parlare i contenuti; si preferisce invece utilizzare artifici retorici pittoreschi, quanto scarsamente obiettivi, anzi indicativi di un atteggiamento ben lontano dall’imparzialità, e piuttosto teso alla evidente ricerca di un attacco personale.

    impossibile poi comprendere l’accostamento della correggia ai “socialconfusi e rossobruni” nella foto, ritratti nel gesto osceno del braccio teso, ai quali certamente non appartiene; accostarla a tale compagnia temo sia un altro artificio retorico destinato a favorirne il discredito.

    di tutti gli obiettivi giornalistici contro i quali esercitarsi in uno scontro frontale, marinella correggia è certamente tra i più facili: non ha dietro corazzate editoriali, non ha partiti né cordate politiche, è una free lance, è una donna dalle idee molto particolari e conflittuali.

    peccato invece non poter ammirare le stesse abilità giornalistiche e dialettiche in altrettanto virulenti attacchi a qualche obiettivo più corposo e anche più onorevole, magari qualche direttore di rete televisiva, oppure qualche caporedattore di giornali nazionali mainstream.

    dev’essere perché i minzolini sono molto più bravi e professionali della correggia; o forse, semplicemente perché hanno cognomi meno divertenti.

    grazie dell’ospitalità.

    michele chelli

    • admin

      Gentile, educatissimo Michele Chelli, lascio da parte i giudizi di stile sul mio post e vado al sodo. Non direi che la mia è fuffa, o “coloritura espressiva”, come la chiami tu. La Correggia aveva la pretesa di “smascherare” le bugie dei ribelli siriani. E non ha smascherato un bel nulla, come dimostra – con argomentazioni che mi paiono più che sensate – il mio post. Aggiungo che la Correggia ha dimostrato, ancora una volta: 1) di avere scarsa dimestichezza con l’uso della telecamera e sulle tecniche di montaggio; 2) di non avere né l’esperienza né gli strumenti tecnico-teorici per decrittare un “racconto per immagini”; e c) di avere degli enormi pregiudizi mentali (ideologici?) che la spingono a diffidare di tutti i materiali prodotti dall’opposizione siriana, mentre non esercita nessuna facoltà critica, nemmeno la più banale, sul materiale e sulle dichiarazioni che provengono dal regime che difende. Quanto al fatto che mi sono permesso di accostare la Correggia ai famigerati “rosso-bruni”, beh, non mi pare che sia retorica: basta farsi un giro sui siti cosiddetti anti-imperialisti, di destra e di sinistra, e i nomi dei maitre-à-penser che circolano sono sempre gli stessi, in un tripudio di bandiere rosse e svastiche naziste.

  18. Snoopafella

    “Fidarsi di loro è come credere che l’olocausto non ci sia mai stato perché l’agenzia di stampa nazista e le sue sorelle dell’Asse, l”italiana e la giapponese, non ne hanno mai dato notizia. ”

    e Paul Rassinier ? …..

  19. lorenzo galbiati

    Il titolo, degno di un ragazzino di 12 anni, farebbe venire voglia di parteggiare per la Correggia. A ogni modo, a distanza di un mese, chi ha avuto ragione? Marco Palombo, collaboratore della Correggia, scrive nel suo reportage mensile che non c’era nessuna panetteria e che gli uccisi, una ventina, erano guerriglieri. Altra panzana del duo Correggia Palombo? Vorrei sapere le notizie ragionevolmente certe che dicono oggi di quella strage.

    • alberto savioli

      Gentile Galbiati, mi rivolgo personalmente a lei, ho avuto modo di seguirla e leggere molti suoi interventi nel panorama dei pacifisti italiani. Ecco, mi sembra la persona più obiettiva e coerente, per questo non capisco la sua “quasi” difesa della Correggia. Lei cita la strage del pane, bene, ma il punto mi sembra un’altro, il problema è il modus operandi della Correggia, sempre lo stesso sistema, Halfaya, Houlè, il bombardamento del campo giochi, le bombe a grappolo… Ora è probabile che alcune di queste stragi si rivelino essere dell’ELS e non del regime, ma la Correggia opera sempre e metodicamente il sistema del ribaltamento dei fatti, siccome secondo lei non può essere stato il regime, per forza sono stati gli altri. Uno per tutti, l’articolo sulle bombe a grappolo negate dalla Correggia, vada su youtube, legga i mille articoli, se ha voglia anche il mio correlato di link video (http://www.sirialibano.com/short-news/le-bombe-negate.html) e mi dica se il negare a tutti i costi della Correggia non sia viziato dalla sua ideologia. Per due anni non ha citato una notizia che riguardasse studenti e pacifisti arrestati, nonostante le facessi nomi e cognomi, le sembra normale per chi si definisce pacifista? Ha partecipato a tutte le manifestazioni organizzate da Ouday Ramadan (almeno fino a giugno), in cui si sventolava il volto di Assad, quell’Ouday che un mesetto fa era in Siria armato di kalashnikov…un pacifista no? Ora la strage del pane non sarà avvenuta come hanno raccontato (le dico la verità, anche i video che ho avuto modo di visionare mi hanno lasciato qualche dubbio), ma ci sono stragi giornaliere compiute da regime, insomma i 60.000 morti (non tutti di Assad) e i più di 4.000 bambini non si sono suicidati no? Sulla strage del campo di calcetto, sibialiria (Santoianni) smonta il fatto su una serie di considerazioni sul campetto ripreso dopo il bombardamento, ignorando i video che riprendono i bambini straziati e portati nel vicino ospedale.
      Da due anni la Correggia si sta spendendo per evitare un intervento NATO contro Assad, però io non ho letto articoli e non ho visto sit in contro l’intervento Russo, lo sa che ufficiali russi sono presenti in Siria (se le interessa le faccio avere i filmati che li riprendono)e coordinano le operazioni dell’esercito, che una portaerei russa staziona al largo di Tartus e che i russi il 21 gennaio hanno portato a termine una grande esercitazione militare nel Mediterraneo…e la Correggia dove sta?
      Insomma per non dilungarmi, stage del pane o no, mi pare che l’articolo criticasse un sistema e un modo di valutare fatti e fonti che non ha nulla di scientifico e giornalistico.
      E a mio parere c’è molto di più, perchè la Correggia ci ha messo pure il dolo, nel nascondere certe notizie ed alterarne altre scientemente; se pensa che ha portato alla sua causa molti lettori che non conoscevano nulla sulla Siria, e se lei guarda alle vittime siriane, ai morti, ai bambini uccisi e nei campi profughi, forse vedrà che la responsabilità morale ha il suo peso.
      Cordialmente.

      • lorenzo galbiati

        Alberto,
        le rispondo punto per punto partendo dal fondo.
        Non ho mai conosciuto la Correggia di persona, ma per un anno ci ho discusso via email in pubblico (nelle liste di Peacelink) e in privato. Non credo agisca per dolo, penso sia in buonafede. Certo, ha una visione ideologicamente pregiudiziale, che le impedisce di essere equilibrata. In più è anche caratterialmente piuttosto scontrosa e propensa al vittimismo.
        A quanto pare, però, stavolta aveva ragione quanto meno sul fatto che non fossero civili in fila per il pane, gli uccisi, ma civili belligeranti. Diamogliene atto.
        Il suo modo di scrivere non è scientifico né giornalistico, per certi versi. Esaspera il dubbio verso i crimini di Assad, chiede certezze per accreditare le stragi: paradossalmente invocando un giornalismo obiettivo e deontologicamente corretto la Correggia impedisce di fare giornalismo sulla Siria, perché le fonti sono le parti in conflitto e i fatti denunciati quasi mai possono essere verificati. In più, la Correggia insinua sempre che siano stati gli insorti.
        Non parla dei russi perché lei vuole bilanciare il giornalismo mainstream, che secondo lei dà tutte le colpe ad Assad. Sa dei russi, ma decide di non parlarne.
        Su Santoianni, meglio che non dica niente, fa parte del PdCI (o di RC, non ricordo, ma è comunista di certo) ma partecipa a presidi come quello che c’è stato un anno fa in difesa della Siria ed – era espressamente dichiarato – del suo presidente Assad insieme a gente di destra e siriani pro-regime. Fui io a impedire che Peacelink aderisse a quel presidio, sponsorizzato da Santoianni, scoprendo appunto cosa si prefiggeva e chi vi partecipava.
        Sui morti siriani: non dimentichiamoci i morti dell’esercito, molte migliaia (ora ho perso il conto), un anno fa erano circa un terzo del totale. E’ tanto. Quei morti vanno addebitati in gran parte agli insorti, ricordiamolo, non è giusto metterli sul conto di Assad come fanno tutti i media (ammesso che specifichino che ci sono molte migliaia di morti tra l’esercito).
        La Correggia so che ha partecipato a due presidi a Roma, uno insieme a Palombo e Boylan, come Rete No War, senza sapere che c’erano anche siriani pro-regime e gente di destra. Ma resta il fatto che vedendoli non se ne sono andati. All’altro, quello per cui Santoianni spammava Peacelink, ci è andata, ha detto lei, con un suo striscione stando a margine, per distinguersi dagli organizzatori. Io l’ho criticata lo stesso. Questi due presidi risalgono a maggio-giugno dell’anno scorso. Non mi pare sia andata ad altri presidi rossobruni. Ma ormai l’ho persa di vista. Sono uscito da Peacelink proprio perché dopo l’entrata sua e di Palombo e Boylan è diventata una colonia della Rete no war sulla Siria, e queste tre persone, sostenitrici della petizione Giù le mani dalla Siria, hanno portato Peacelink a partecipare a un presidio, sempre dal nome Giù le mani dalla Siria, a Milano, che secondo vari testimoni ha visto la partecipazione di siriani pro-Assad. Io ho detto basta. Li avevo avvisati che c’era questo pericolo, e avevo fatto notare che i “nostri” della Rete no war si erano già mischiati a presidi con fascisti e siriani proAssad. Ho avvisato Peacelink. Mi sono preso gli insulti di Boylan. In Peacelink qualcuno mi ha difeso ma hanno comunque aderito a maggioranza, e io me ne sono andato. Per inciso, a Roma c’era la manifestazione di Ouday Ramadan, lo stesso giorno (era settembre o ottobre), e in quella c’erano anche fascisti e bandiere con Asad. A Milano quanto meno i fascisti e la faccia di Asad non c’erano. Tra i due cortei sono volati insulti reciproci, per la cronaca, entrambi i partecipanti di sinistra davano del traditore all’altro. Uno spettacolo vergognoso. Come è messo male il PdCI.
        Detto questo, la ringrazio per il complimento iniziale.
        Al momento sono un cane sciolto, come pacifista.
        Ho scritto un lungo reportage sulla Siria e sulla crisi che ha portato nel pacifismo italiano, ripercorrendo quasi due anni di guerra mediatica. L’ho spedito ad alcuni giornali, ma senza esito.
        Se qualcuno di voi è interessato ad aiutarmi a trovare un canale dove pubblicare il mio resoconto di quel che ho visto negli ambienti pacifisti in relazione alla Siria, mi contatti pure,
        lorenz.news@libero.it

        • admin

          Finalmente, due commenti pacati e soprattutto circostanziati. Grazie ad entrambi penso che la Rete debba servire a questo..

  20. Bene, soltanto qualche puntino. Non sappiamo quanti morti ci sono nell’esercito governativo perché il regime non dà cifre ufficiali o meglio: ha smesso di darne da un bel po’. Gli unici che tengono il conto dei morti dell’esercito governativo sono attivisti dell’opposizione. Altro dettaglio, che si lega al precedente: le fonti video sono ovviamente viziate o meglio tendono all’esagerazione, vanno lette con cura ma generalmente non hanno dietro alcuna costruzione. Sono casomai i fruitori che vi costruiscono sopra qualcosa. Le fonti governative sono semplicemente costruzioni letterarie contenenti a volti scampoli di realtà messe al servizio della teoria del regime. C’è una bella differenza fra queste due fonti. Vi ricordo che esiste un esercito elettronico siriano, del regime, che proprio combatte su questo terreno la battaglia mediatica. Quanto a Soso: uno che arringa i “giovani siriani” riuniti in parlamento per osannare il Presidente e si presenta in tuta militare su una strada siriana insieme ad armati paramilitari pro-asad non può che essere delle mukhabarat. Saluti e baci dal pozzo.

  21. Ah, Lorenzo, se vuoi mandarmi il tuo reportage ne possiamo parlare, almeno fra noi. Non ho potenti mezzi, però.

  22. tommaso baldi

    Fidarsi di loro è come credere che l’olocausto non ci sia mai stato perché le camere a gas non sono mai state trovate, perché non c’é nessun budget – nello Stato piu’ burocratico della Storia – nessun ordine scritto e soprattutto perché tutti i testimoni, sottolineo TUTTI I TESTIMONI sono dei bugiardi patentati.

    Speriamo tu possa provare di persona i metodi democratici dei fanatici dei tuoi amici con tanta barba e poco cervello visto che stanno facendo il lavoro sporco per U$rael.

    “gli arabi sono talmente stupidi che non si accorgono che noi gli usiamo”
    Ariel Sharon

  23. tommaso baldi

    Il problema cmq è che questi fanatici vogliono formare un califfato (come recita un hadith del Profeta) ma ignoranti come capre non sanno che anche l’occidente vuole questo maledetto califfato per poter dare inizio alla demonizzazione del Corano e dare il via alla 3 guerra mondiale contro Israele. Qualunque sarà l’esito il risultato sarà uguale cioè dare la colpa di tutto al Corano fino a demonizzarlo e renderlo introvabile come la de-nazificazione in Germania post ’45.

    Onore all’ Esercito Arabo Siriano ultimo baluardo contro il NWO
    http://1.bp.blogspot.com/-o1Ud-2CfItE/T_caDNXJI3I/AAAAAAAACds/VUAXsU-VoCQ/s1600/2013-nwo-EURASIA-PROFEZIE-2012.jpg

  24. Bell’articolo, molto utile! Stavo facendo le mie belle letture di post pre-nanna, dove lasciare qualche commento, con la speranza di ritorni sul mio blog, quando ho letto questo articolo! Grazie delle dritte!!!

  25. Continuate così, bravi!

  26. Sono passati due anni.
    Il signor Bashar al Assad, quello che aveva le ore contate, è sempre al suo posto.
    Per fortuna.

    Complimenti per la “rivoluzione” e per i suoi spettacolosi risultati. C’è da pensare che il popolo siriano non chiederebbe di meglio che di poter mettere le mani addosso a certi libertari da strapazzo.

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