La Siria e la sinistra italiana (*)

gen 23, 2012 by

La Siria e la sinistra italiana (*)

(*) Fonte: dal blog  SiriaLibano, 18 gennaio 2012:

“Qualche mese fa sulle pagine di SiriaLibanosi metteva in evidenza come in Italia un nutrito e composito fronte ideologico che include una certa destra revisionista e movimenti antimperialisti di sinistra si ritrovasse d’accordo nella delegittimazione della rivolta popolare in corso da oltre dieci mesi in Siria. Questa posizione “antagonista” – che emerge anche nei violentissimi dibattiti che si sviluppano su queste nostre pagine – mira a screditare la rivolta siriana liquidata semplicemente come il prodotto di un crudele calcolo da parte dell’alleanza che lega gli Stati Uniti ad Israele, passando per l’Arabia Saudita.

Eppure recentemente il Forum Palestina, una nota piattaforma che riunisce associazioni, gruppi, mezzi di informazione impegnati in una campagna di sensibilizzazione in favore del popolo palestinese, ha pubblicato un articolo sulla Siria scritto da Germano Monti che rivede le tradizionali categorie della causa antagonista italiana. Lo riportiamo qui di seguito pressoché integralmente.

[...] Il vento della rivoluzione soffia, talvolta impetuoso e talvolta quasi impercettibile, da Rabat a Baghdad.  E’ una rivoluzione che ne contiene altre mille. Ad oggi, nessuno può indicare con certezza quale sarà l’esito di questo percorso, tanto tumultuoso, quanto tortuoso. Una cosa, però, appare indiscutibile: i moti tunisini e, più ancora, l’epopea di Piazza Tahrir segnano un passaggio d’epoca, l’avvio di una rivoluzione che, prima ancora che politica, si manifesta come antropologica. Una rivoluzione che può essere sintetizzata in sei parole: gli Arabi non hanno più paura.”

Non capire questo passaggio epocale, rifugiarsi in qualche logoro schematismo “geopolitico” e farneticare di fantastici complotti israelo-saudita-sunnita-americani, può essere auto consolatorio, ma non ha nulla a che fare con la realtà dei fatti. E i fatti, come si diceva una volta, hanno la testa dura. In attesa che anche in Italia si apra una seria riflessione sulle rivoluzioni arabe (riflessione necessaria, se non altro per l’evidente interdipendenza che ci lega all’altra sponda dello stesso mare), il richiamo ai fatti è importante. Il primo elemento di analisi sono i fatti, la materialità degli accadimenti: averne contezza è il primo passo per poter poi avanzare sul terreno dell’analisi e su quello della proposta.” (continua a leggere su SiriaLibano)

 

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