L’arte di fare la fila

set 24, 2012 by

L’arte di fare la fila

Le file davanti ai negozi stanno al comunismo come gli strozzini stanno al capitalismo. Mi raccontava una volta Demetrio Volcic, corrispondente RAI dall’URSS ai tempi della Cortina di ferro, che in un caldo agosto moscovita rimase pazientemente in coda, per ore, davanti a un negozio di stato, per tornarsene a casa con in mano…un paio di sci. Era l’unico prodotto in vendita e andò a ruba lo stesso. Alla moglie che lo rimproverò per la sua spesa assurda, in quanto fuori stagione, Demetrio disse che in fondo c’era da essere contenti, perché almeno qualcosa da comprare in quel negozio c’era.                                                               

Eh sì, le file erano un incubo per i sudditi del comunismo. Ma anche una realtà imprescindibile, a cui nessuno poteva sottrarsi, a meno di essere un membro eccelso della nomenklatura. Non c’è perciò da stupirsi se oggi, che al passato si può guardare con sollievo e finanche con una certa nostalgia, alle file è stato dedicato una sorta di “Monòpoli” in salsa comunista, made in Polonia, – da qui il nome del gioco, Kolejka, che vuol dire appunto: coda d’attesa – che funziona come il nostro, con la differenza però che i giocatori non gareggiano nel costruire delle “case” su Viale del Giardino o Parco della Vittoria quanto piuttosto nello scegliere il negozio con la coda meno lunga e i prodotti migliori per la sopravvivenza della propria famiglia.

Ieri Repubblica, nel presentare questo gioco, l’ha accompagnato con un pezzo assai divertente di Mariusz Szczygiel, che ci restituisce in tutta la sua assurdità beckettiana la fenomenologia delle file ai tempi del comunismo. Mi permetto di copiarne dei brani, perché ne vale veramente la pena:

Immaginate, cari lettori, di voler comprare un frigorifero. Purtroppo nei negozi non ce ne sono, e chissà quando ci saranno. Il negoziante non ve lo sa dire. Non potete semplicemente fare un salto al negozio ogni tanto per vedere se per caso sono arrivati, e se sì, comprarne uno. Non vi resta che mettervi davanti al negozio. In attesa. 

Prima di voi ci sono già trenta persone, le altre vi si accodano via via dietro. Non potete allontanarvi neanche per un istante, nemmeno per andare al gabinetto, perché non vi lasceranno più riprendere il vostro posto in coda. Quando siete al lavoro, vi fate sostituire da vostro suocero pensionato. Fate la coda dalle sedici a mezzanotte, e di notte vostra moglie o vostro marito vi danno il cambio. Il giorno dopo vi alternate. Se siete fortunati, i frigoriferi verranno consegnati nel giro di una settimana. Se no, vi toccherà aspettare un mese e mezzo….

Questa è stata la mia infanzia nella Polonia socialista. Ricordo le risse in fila per la carne. ricordo le striscie di giornali ched pendevano nei bagni perchè il sistema comunista non era in grado di produrre carta igienica a sufficienza… Non esiste un paese al mondo in cui il comunismo sia riuscito a provvedere ai bisogni primari della gente. I comunisti hanno fallito in tutto, salvo che nello spogliare l’uomo di dignità e libertà. Non hanno saputo assicurare ai propri cittadini neanche la carta igienica, figuriamoci la felicità. ”  

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