Le bufale del 2011

gen 3, 2012 by

Le bufale del 2011

Come sempre, a fine anno, c’è chi stila un bilancio delle bufale giornalistiche più imbarazzanti. Di chi cioè l’ha sparata più grossa. In l’Italia l’ha fatto Il Sole 24 Ore e l’elenco è abbastanza interessante, perchè si va dalla cattura del mullah Omar (è una bufala di luglio) all’eruzione di un secondo (?) vulcano islandese (aprile), dalla morte di Lino Banfi (gennaio) a quella di Lucio Dalla (dicembre).

La mia impressione però è che queste classifiche siano troppo spesso leggere, al limite del gossipparo. E soprattutto omissive, perchè non danno conto delle bufale vere, quelle che hanno infettato sul serio i media mainstream ed hanno perciò condizionato la percezione che l’opinione pubblica si è fatta di alcuni avvenimenti. Quella che vi propongo è una mini-classifica alternativa, di bufale “estere” che ci sono state propinate dai media italiani e non solo: 

1) LE FOSSE COMUNI A TRIPOLI E I 50MILA MORTI FATTI DA GHEDDAFI. Sono state le  bufale con cui si è voluto giustificare l’intervento occidentale e della NATO in Libia. La foto delle presunte fosse comuni – che in realtà erano tombe per migranti naufragati – sono state pubblicate da TUTTI i principali giornali italiani, che non si sono mai degnati di smentirle, nonostante fossero un evidente montatura (Si veda, per approfondire, la puntata de LA STORIA SIAMO NOI, dal titolo “Guerra, Bugie & TV”, da me curata, andata in onda ad aprile 2011). Questo nulla toglie alla legittima ribellione (di una parte) del popolo libico. Ma senza questa bufala giornalistica gli avvenimenti del 2011 in Libia avrebbero avuto probabilmente uno svolgimento differente. E, forse, non lo stesso esito.

2) L’ALLARMISMO SULLA TRAGEDIA DI FUKUSHIMA.    Dove sono finiti i pasdaran eco-giornalistici che ci hanno raccontato la crisi nucleare giapponese come se fosse la vigilia della fine del mondo? Non è una caso se è stato creato un sito per contrastare chi diffonde informazioni inattendibili, sensazionalistiche o palesemnete false sulla situazione post terremoto in Giappone e sulla crisi nucleare di Fukushima. Da visitare, ne vale la pena.

3)LE LACRIME DI SIDI BOUZID E I TURISTI DI SIDI BOU SAID. In un servizio del dicembre 2011, l’inviato del TG2 Enzo Romeo si esibisce in uno spettacolare stand da Sidi Bou Said, raccontando ai telespettatori italiani che è da questa bellissima località di vacanze a nord di Tunisi che è partita la rivolta che ha dato il via alle primavere arabe, con il sacrificio estremo del giovane venditore ambulante Mohammed Bouazizi.  Peccato che la rivolta sia partita invece da Sidi Bouzid, che è un depresso borgo agricolo nel centro del Paese, a 400 km di distanza, e che il povero Maohammed Bouazizi non abbia mai avuto il tempo nè i soldi per farsi una vacanza a Sidi Bou Said. E’ il segno della fretta con cui si confezionano molti servizi giornalistici – c’è anche chi ha scambiato Fukushima con Hiroshima –  ma anche dell’incompetenza che regna nel nostro mestiere, dove ci si improvvisa esperti di tutto. (N.D.R. Devo questa segnalazione all’amico Giacomo Fiaschi, che vive a Tunisi e che, non a caso, per evitare ulteriori gaffe, ha cominciato a raccontarla in prima persona la rivoluzione tunisna, diffidando degli inviati improvvisati). 

4) TROPPI MORTI. VIVA  I VIVI. L’elenco dei presunti morti stilato sul web è impressionante. A parte i già citati Lino Banfi e Lucio Dalla, bisogna aggiungere almeno Paolo Villaggio e Hug Laury, l’attore che impersona  in tv il Doctor House. C’è modo di mettere un freno alla propagazione di notizie infondate su Internet? Sì. basta il buon senso, che poi vuol dire fare qualche verifica in più e non lasciarsi prendere dalla smania di voler essere i primi. Costa troppo? 

(Fine Prima Parte)

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