Le Iene, La Scienza e La Supplenza

gen 20, 2014 by

Le Iene, La Scienza e La Supplenza

Vedremo cosa diranno Le Iene giovedì sera, quando riprenderà il loro programma su Italia 1. Per ora dobbiamo accontentarci dello scontro cartaceo, ospitato oggi su La Stampa, fra tre  luminari della nostra comunità scientifica – qui il loro intervento –  e l’autore del programma, Davide Parenti – si legga qui la sua difesa.  Oggetto della disputa: il cosiddetto metodo Stamina, che per mesi è stato il cavallo di battaglia delle Iene e che ora vengono accusate di averlo ignobilmente difeso e sponsorizzato, in barba ad ogni evidenza scientifica, in nome dell’informazione-spettacolo. “Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà – denunciano i tre scienziati: Elena Cattaneo, che è neo-senatrice a vita, Gilberto Corbellini e Michele de Lucasono state asserite circostanze insussistenti per manipolare e spettacolarizzare le sofferenze di malati e parenti”.  E aggiungono, con riferimento ai numerosi servizi di Giulio Golia  sull’argomento: “Le Iene hanno gravi colpe nell’aver concorso a costruire, insieme a Vannoni, l’inganno Stamina“.  Risposta immediata di Parenti: “Se abbiamo delle colpe, una è quella di esserci affezionati alle storie di famiglie straordinarie che si sono sentite abbandonate alle loro spietate e incurabili malattie”. E poi aggiunge: “Se uno solo dei spettatori si è convinto che il metodo Stamina funzioni scientificamente – o che secondo noi funziona – gli chiediamo scusa perché non è questa la nostra convinzione. Non è quello che volevamo raccontare né lasciare intendere”.  

Premetto che non ho competenze in merito per entrare nel merito della discussione sul cosiddetto metodo Stamina e sulla  ”bolla” che ne ha accompagnato la triste parabola. Da giornalista televisivo, mi permetto semmai di avanzare qualche dubbio sul metodo con cui Le Iene hanno affrontato l’argomento, perché lo trovo paradigmatico di un approccio praticato da anni e secondo me assai discutibile sul piano giornalistico. Quest’approccio è perfettamente  sintetizzato dal motto “La voce della Supplenza”  lanciato da Striscia la Notizia - e scopiazzato da tanti – ed è un approccio che solo apparentemente si pone a difesa del cittadino, dei suoi diritti e delle sue esigenze. Del cittadino sposa infatti, e ne asseconda, la “pancia” – intesa come sinonimo di  sentimenti  - ma rinuncia al tentativo di spiegare, confrontare, analizzare e e far capire, che rappresenta l’essenza del lavoro giornalistico. A prevalere è sempre e solo la “storia” nella sua soggettività, e non importa se per raccontarla in maniera accattivante, con il ritmo giusto, bisogna rinunciare a qualche pezzo di verità o a qualche approfondimento. Quello che conta è che il tele-spettatore possa immedesimarsi, emozionarsi, partecipare. Con questo approccio, poi, anche la denuncia risulta fine a sé stessa, come nel caso delle truffe dei finti maghi-guaritori smascherati tutte le settimane da Striscia, che vengono ammoniti a “non farlo più” oppure vengono rincorsi per strada dall’intervistatore. La Tv supplisce così allo Stato che non c’è, allo Stato che è carente, allo Stato che è lontano dai bisogni reali del cittadino. E lo share s’impenna, com’è ovvio che sia, quando di mezzo ci sono i sentimenti della gente comune e c’è una trasmissione che li esalta, senza mediazioni di sorta.

Qualcuno obietterà subito che il giornalismo televisivo tradizionale è noioso e che trasmissioni come Le Iene e Striscia la Notizia  ne hanno fortunatamente svecchiato il linguaggio e lo stile. Verissimo. Ma è vero anche che il confine tra giornalismo e intrattenimento, o tra giornalismo e spettacolo, è assai labile e il caso Stamina lo dimostra, per l’ennesima volta.  Basta guardare in ordine di apparizione i servizi realizzati sull’argomento dalle Iene  - questo il primo, sulle pagine precedenti gli altri – per rendersi di come la “partecipazione” al dramma delle famiglie dei malati di cui parla e che anzi rivendica Davide Parenti sia stata sapientemente costruita secondo le regole dello story-telling che caratterizza il programma: in primo piano c’è il grido di dolore delle famiglie, mentre solo sullo sfondo (e tra le righe) si avanzano i dubbi su quel metodo Stamina  che la scienza ha ormai provato essere un Grande Inganno. Ed è con la spada del dolore che in quei servizi la iena Giulio Golia va all’assalto dello Stato e dell’establishment medico-scientifico, senza rendersi conto dei danni che si provocano quando si parla di Salute e si cavalcano i sentimenti.  

Solo su una cosa Davide Parenti ha ragioni da vendere: sul fatto che non sono state le Iene a creare il caso-Stamina. L’ha creato lo Stato italiano, tramite i suoi presunti servitori – giudici in testa- cui si deve l’assurdo balletto di confusione, inadempienze, leggerezze ed incongruenze cui abbiamo assistito nel corso di questo ultimo anno. E’ su questo balletto che le nostre Iene – e i mass media in genere- avrebbero dovuto esercitare il loro controllo, senza lasciarsi abbagliare dai venditori di fumo e senza assecondare le false speranze. E pazienza per lo share, che sarebbe certamente calato.

 

{lang: 'it'}

1 Comment

  1. = Per quanto riguarda ogni argomento scientifico, mi fido solo dei risultati ufficiali della ricerca scientifica e non degli improvvisatori. Il rischio è molto alto a meno che ciascuno non decida per sé stesso. Sui bambini, è bene non rischiare nessun esperimento che non sia stato testato dalla ricerca scientifica ufficiale : sarebbe un atto di violenza verso minori ignari di tutto !!!!!!

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>