Le migliori bufale del 2012

gen 2, 2013 by

Le migliori bufale del 2012

Nell’anno dei Maya era inevitabile che le “bufale”  fiorissero, come margherite nei campi a primavera. Anche perché la Rete, con  la sua straordinaria viralità, offre concime per tutto e per tutti. Per rinfrescarvi la memoria vi ricordo qui le bufale migliori, o meglio quelle che gli anticorpi del buon giornalismo – ahimè,sempre più fiacchi – non sono riusciti a neutralizzare in fretta, contribuendo invece alla loro legittimazione e propagazione.

1) L’Aquila cattiva che ghermisce il bambino. Realizzato da un gruppo di studenti di una Scuola di animazione digitale di Montreal, in Canada, questo video ha spopolato in Rete ed è stato ripreso da molti media online. Solo dopo una settimana si è scoperto che era un falso clamoroso. Una burla come era già successo anni fa con le finte teste di Modigliani. Che ha attecchito a dispetto della zoologia e solo in virtù di un’antica credenza popolare. 

2) Le trivellazioni segrete che hanno causato il terremoto in Emilia. Vale a dire la bufala del fracking. L’idea di accollare alle compagnie petroliferi i peggiori mali del mondo è dura a morire e ogni occasione è buona per riproporla. Da qui il tentativo di attribuire il sisma del maggio 2012 ad una particolare tecnica di perforazioni idrauliche, il fracking appunto, che però in Emilia non è mai stata utilizzata. Ma tant’è. A soffiare su questa presunta notizia è stato soprattutto il sito Stampa Libera e ad esso hanno attinto complottisti di vario genere, che si sono scatenati in Rete ed hanno trovato anche un po’ di spazio sui mass media mainstream. 

3) Il Viagra e gli stupri di massa nei mesi della rivolta in Libia. Questa bufala risale in realtà al 2011, alimentata ad arte dai ribelli che si erano rivoltati contro Gheddafi ma smentita dai diversi organismi internazionali. Non è però bastato, al punto che la nota giornalista francese Annick Cojean ne fa il cavallo di battaglia del suo ultimo libro, Les proies, uscito nel 2012.  “Una bomba – sentenziano alcuni critici etterali d’oltralpe – di cui biognerebbe imporre la lettura a tutti i rappresentanti del corpo diplomatico di tutti i Paesi, ai politici di tutti i partiti e ovviamente a tutti i francesi che pensano di essere informati“. Peccato che la distribuzione del Viagra fra i soldati di Gheddafi non sia mai stato dimostrato nemmeno dopo la morte del dittatore.

4) Casse da morto e pane rumeno surgelato venduto in Italia. E’ lo scoop che campeggia sulla prima pagina di Repubblica il 22 gennaio 2012: un’inchiesta dettagliata, forse troppo, in cui si denuncia la prassi di vendere nei nostri supermercati il pane precotto in Romania, in forni a legna alimentati con scarti di bare e copertoni d’auto, “ispirandosi a certe abitudini camorristiche della Campania”. Apriti cielo! A morte tutti i rumeni. Per fortuna gli esperti del Fatto Alimentare  mettono in chiaro le cose, ribadendo: a)  che nei nostri supermercati c’è sempre l’indicazione dello stabilimento di produzione del pane; b) che gli stabilimenti industriali per la produzione del pane in Romania  lavorano con le stesse regole che vigono da noi e c) che negli stabilimenti industriali il pane non viene cotto nei forni a legna, manco fossimo in pizzeria.

Buon anno a tutti.

P.S. Ovviamente, chi abbia voglia di contribuire ad allungare la lista, è il benvenuto… 

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