L’onore delle armi

ott 20, 2011 by

L’onore delle armi

Non è vero che si nascondeva in un cunicolo, al pari dei topi di fogna, come hanno detto stasera TG1 e TG2 e come scriverà magari domani qualche giornale italiano, bugiardo e approssimativo. E’ vero invece, come confermano le maggiori testate internazionali, che è stato prima ferito dalle bombe della Nato – che ha preso di mira il suo convoglio, in fuga da Sirte – e poi è stato catturato dai “ribelli” di Misurata, che l’hanno giustiziato a freddo, senza farsi tanti problemi. E’ stato dunque assassinato. Proprio lui,Muammar Gheddafi, che è stato un assassino, oltre che un despota, per tutta la vita.

Eppure gli va reso l’onore delle armi. Perchè ha combattuto fine alla fine, a differenza di altri dittatori, che hanno preferito la fuga, pur di salvare la propria vita (e il malloppo accumulato). E poi perchè si è battuto contro l’esercito più potente del mondo, quello della Nato, che non ha badato a spese e a bombe pur di dargli la caccia ed eliminarlo dalla faccia della terra. Perchè la Nato gli ‘abbia dichiarato guerra solo oggi resterà un segreto di Pulcinella: dal momento che Gheddafi da anni non rappresentava più un pericolo ed erano semmai le risorse energetiche di cui disponeva a suscitare la cupigdigia e l’ipocrisia dell’Occidente. Gheddafi non si è rassegnato a questa beffa del destino, ma ha provato a resistere. Senza sapere che l’orologio della storia non torna mai indietro.

E’ finita, comunque. E’ finita per Gheddafi, che non era affatto un volgare dittatore – come molti tendono oggi a dipingerlo, senza conoscerne la storia – ma un desposta dai mille volti, con luci e non solo ombre. Dopo 42 anni di potere assoluto, la gioia del suo popolo – che si sente liberato da un fantasma – è legittima e pienamente comprensibile. Ma per la Libia si annunciano giorni difficile. E per noi c’è da sperare di non dover rimpiangere Muammar Gheddafi.

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5 Comments

  1. tony

    Malgrado qualche merito in passato,non definirei a costui l’onore delle armi.
    I dittatori definiti infingardi per la loro fuga,forse optano per una scelta meno sanguinosa.
    L’accanimento di Gheddafi a non arrendersi, ha messo a fuoco un territorio contaminato da sostanze radioattive e la povera popolazione (quella che non è morta sotto il fuoco incrociato, buona parte di loro morirà di leucemie e tumori.
    Non so neanche se i fomentatori dei ribelli(NATO) si preoccuperanno di far bonificare il suolo da operatori in genere e dagli sprovveduti stanziali tribali,con le dovute cautele.
    So solo che la vita di un uomo umorale,totalitario,a volte fanatico, inorgogliosito da un IO espanso, non vale la vita di migliaia di innocenti.
    Quando il popolo dissente con un leader, costui dovrebbe scegliere la via più inoffensiva se vuole essere ricordato come leader,per il bene del suo popolo.

  2. Pienamente in sintonia con il tuo post. Del resto la sua esperienza politica ha seguito le ondate della guerra fredda, odiato, alleato, odiato, terrorista, addirittura ospitato con tutti gli onori a Roma.
    La preoccupazione della Libia, come del resto di tutti gli altri paesi del nord Africa, è quella della stabilità che ora come ora sembra un miraggio.

  3. Non rappresentava più un pericolo ma non comprava armi da quelli che lo hanno attaccato, Il suo esercito aveva vecchi khalsnikov, i ribelli il micidiale (Belga) FN FLA. Chissà quanto hanno guadagnato tirando avanti tanti mesi i bombardamenti “aspettando” che la primula rossa si facesse trovare, perchè ora i libici pagheranno, e con gli interessi.
    Sulla gioia del popolo libico farei delle sottrazioni: non tutti erano contro il regime, e abbiamo visto troppe scene girate in studio per poter credere al di là di dei ragionevoli dubbi.
    grazie, con moltissima stima

  4. giuliospad

    Leggendoti, si scoprono delle cose e se ne capiscono altre. E non succede spesso.

  5. Dittatore o no, credo meritasse un’altra fine, almeno un processo. Ma forse andava messo a tacere.

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