Monti passeggia da Fazio

gen 8, 2012 by

Monti passeggia da Fazio

Non mi reputo un giornalista-talebano e non credo perciò che si debba avere il fatidico tesserino amaranto per poter fare delle interviste. Detto questo, trovo però disdicevole che il nostro Presidente del Consiglio scelga il salotto di Fabio Fazio per la sua prima intervista del 2012. Anche perchè più che un’intervista è stata una passeggiata fra “compagni di merende”, lontana mille miglia dai crismi richiesta da questa tecnica giornalistica.

Immagino che Mario Monti abbia scelto Che Tempo che fa proprio per questo. Perchè sapeva di poter fare una serie di dichiarazioni senza tema di essere contraddetto, incalzato, smentito. E d’altronde a Fabio Fazio interessava ospitare il nostro Presidente del Consiglio perchè era sicuro di finire domani (domani) sulle prime pagine dei giornali. Non c’è nulla di strano, per carità. Mi piacerebbe però che il nostro Presidente del Consiglio concedesse anche qualche Intervista con la I maiuscola, con chi cioè di mestiere segue la politica, l’economia e le attività del nostro governo ed ha quindi maggiore competenza e professionalità per confrontarsi su temi così delicati e di pubblica importanza.

Non voglio difendere la “corporazione” dei giornalisti, nè fare l’elogio delle Tribune Parlamentari di una volta. Dico solo che fra i nostri politici c’è la smaccata propensione al soliloqio e una preoccupante allergia al confronto. E se è vero che molti giornalisti hanno dimenticato come si fanno le domande giuste, è vero anche che non ci sono più politici – nè tecnici, ahimè -  che le gradiscano.  Se questo è la nuova frontiera dell’infotainemnt, beh, peste c i colga.

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2 Comments

  1. Io sono un semplice telespettatore(e nemmmeno talebano) xò reputo fazio un bravo giornalista(premetto che ho visto poco dell’intervista) e non capisco chi si sta lamentando xche Monti è andato da Fazio(forse xche invitato?),forse questo giornalista (non talebano) preferiva i video-monologhi di Berlusconi!?

    • admin

      no, Alfredo, non preferivo i monologhi di Berlusconi nè le sue video-cassette che andavano mandate in onda così come arrivavano, integralmente. Dico però che un’intervista, per esser definita tale, richiede alcuni ingrediente che ieri – a CHE TEMPO CHE FA – mancavano. Innanzitutto, serve che l’intervistatore padroneggi gli argomenti di cui vuole occuparsi e che quindi sia in grado di replicare alle risposte dell’intervistato, se le reputa insufficienti, lacunose o fuorvianti . Ammetterai, caro Alfredo, che tra Fazio e Monti non è andata certo così, anche perchè Fazio si è limitato a leggere le domande che i suoi autori gli hanno scritto, integrandole con le sue solite facezie. E Monti era ben contento di non avree di fronte un parterre di giornalisti agguerriti e ferrati, perchè a lui interessava in realtà trasmettere altri messaggi. Tutto è lecito, certo, ed è sempre meglio dlla dittatura televisiva di Berlusconi. Ma a me piacerebbe che Monti si facesse intervistare, chessò, da Massimo Mucchetti (Corsera), Sergio Rizzo (Corsera), Massimo Giannini (repubblica), da gente insomma che la manovra l’ha studiata bene – così come i conflitti di interesse che regnano nel governo – e che perciò potrebbe fare veramente informazione, al servizio dei cittadini. Quella di ieri era invece comunicazione, al servizio del governo.

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