Non c’è Dio nella savana

ott 3, 2011 by

Non c’è Dio nella savana

La chiesa più grande del mondo sta in Africa, in mezzo alla savana. Lo dice anche il Guiness dei Primati. E’ una replica imbarazzante di San Pietro, con tanto di colonnato – i marmi sono ovviamente italiani – e una cupola dorata alta appena una spanna in meno di quella che tronegga in Vaticano. Per non peccare. E’ costata 122 milioni di euro, più o meno un sesto del PIL del Paese che la ospita, la Costa d’Avorio. Ma il suo presidente, Felix Houphouet-Boigny era un fervente cattolico. E quando decise di costruirla, a metà degli anni ’80, nel suo villaggio natale trasformato in capitale, Yamoussoukro, liquidò tutte le polemiche con la scusa che i soldi erano solo suoi. Nè si curò del fatto che i cattolici rappresentavano a casa sua una sparuta minoranza, meno del 20% della popolazione. A furia di lamentarsi presso la Santa Sede, riuscì anzi a far venire Giovanni Paolo II per l’inaugurazione, nel 1990. E affidò la gestione della Basilica di Nostra Signora della Pace  – questa è la sua denominazione ufficiale -  ai Padri Pallottini, per avere le spalle sempre coperte. Guardatela in questo video e vedrete che non esagero. 

Avendo abitato per qualche anno da quelle parti, l’ho visitata spesso, quella basilica. E non vi nascondo che ha il suo fascino.  Magnifici sono i mosaici delle vetrate, dai colori molto africani, splendidi i cristalli e suggestiva è la skyline della cupola, vista dalla laguna che la circonda. Il tutto è immerso inoltre in un silenzio che a me non dispiace, anzi, mi è sempre stato di conforto. A distanza di anni non è cambiato nulla, mi dicono gli amici. Tant’è che a Nostra Signora della Pace non si sono mai celebrate funzioni domenicali. E la capienza massima, superiore alle 50mila persone, non è mai stata sfiorata, nemmeno lontanamente.   

E’una vera cattedrale nel deserto, insomma. Nel senso più letterale. E la savana prima o poi se la riprenderà. Già le erbacce fanno capolino,  ostinate come non mai. E il cemento si crepa, sotto il sole cocente, e le prime muffe aggrediscono i legni pregiati. D’altronde non c’è scampo. Capisco che si possa sentire il bisogno di omaggiare il proprio Dio. Ma anche la savana ha le sue leggi. E le eventuale deroghe vanno concordate, non imposte.

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1 Comment

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