Non c’è più religione

ott 15, 2012 by

Non c’è più religione

La teca con la testa del profeta Zaccaria, padre di san Giovanni Battista, è ancora lì, intatta, presumibilmente non profanata. Tutto attorno, però, i segni della devastazione sono impressionanti. I razzi e l’artiglieria hanno squarciato le mura interne ed esterne, il chiostro è annerito dal fumo e le macerie ostruiscono molti passaggi. Sono i segni della battaglia che ha visto i ribelli dell’Esercito Siriano Libero (ESL) prendere d’assalto sabato 13 ottobre la celebre Moschea degli Omayyadi, che qui in Siria è più conosciuta come la moschea di Zaccaria, uno dei gioielli di quel patrimonio archeologico che ha reso celebre Aleppo in tutto il mondo ed ha convinto l’Unesco a metterne le bellezze della Città Vecchia sotto la propria tutela, in quanto Patrimonio dell’Umanità.

Il rischio è che la guerra civile spazzi via tutto, come un fiume in piena. Le truppe di Assad si erano d’altronde acquartierate proprio nella moschea degli Omayyadi. E i segni del bivacco sono oltraggiosi. Le copie del Corano sono state fatte a pezzi, sulle pareti graffiti che omaggiano al Presidente, il sottoscala del famoso Pulpito del XV ridotto ad orinatoio. Sabato i soldati di Assad, pressati dalle truppe ribeli, hanno deciso di abbandonare la Moschea: E avrebbero appiccato il fuoco, per ostacolare l’avanzata del nemico. A terra ci sono ancora dei cadaveri, senza divisa, mentre il sangue macchia molti dei tappeti che coprono il pavimento. Adesso sono le truppe dell’ESL a controllarla, ma la linea del fronte si è spostata solo di 200 metri e i cecchini continuano a giocare al tiro al bersaglio sugli incauti visitatori.                                                                                                                                

E’ successo anche a me. Stavo riposandomi un attimo sotto il colonnato del chiostro quando una pioggia di proiettili è caduta dal cielo. Poi si è levato in volo un elicottero che ha preso a mitragliare l’angolo dov’eravamo: io, il collega del Messaggero Cristiano Tinazzi e il fotografo Elio Colavolpe. Siamo rimasti acquattati dietro le colonne per almeno 15 minuti. Poi siamo riusciti a venir via. “Assad è un pazzo criminale – mi dice il Comandante Militare dell’Operazioni dell’ESL in Aleppo, Abdulkader al Saleh. E aggiunge: “Non gli importa nulla né del Patrimonio Archeologico né della sua gente. Piuttosto che rassegnare a cedre il potere è pronto a distruggere tutto e tutti. Va fermato. E al più presto.”

Per vedere il video ed altri approfondimenti vai allo Web-Evento SIRIA 2.0 sul sito www.lastoriasiamonoi.rai.it

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