Non stringete quella mano

lug 1, 2012 by

Non stringete quella mano

A me che Mario Monti, stasera, nello stadio di Kiev, stringa o meno la mano del presidente ucraino Viktor Janukovich interessa poco. E non perchè sia d’accordo con chi sostiene, ipocritamente, che non bisogna confondere lo sport con la politica. Molto più grave sarebbe stringere quella del dittatore bielorusso Alexander Lukashenko, che gli starà altrettanto vicino e che rappresenta la vera pietra dello scandalo nella tribuna d’onore che è stata allestita per la finale dei Campionati Europei di calcio 2012.

Janukovich infatti, che pure non è uno stinco di santo, è un presidente regolarmente eletto, di un Paese che rispetta, anche se a grandi linee e senza grandi convinzioni, le regole della democrazia. E se è giusto che la vicenda Timoshenko – il suo processo “politico” e le vessazioni subite in galera – preoccupino le cancellerie occidentali, mi pare che tutto sommato siamo in presenza di un peccato “veniale”, di quelli su cui si chiude troppo spesso un occhio, in nome della realpolitik. Bestemmio? A me pare di noi, anche perchè nell’elenco delle nazioni europee che violano i diritti umani l’Ucraina è in buona compagnia, anche nostra, come dimostrano fra l’altro vicende come la Diaz o i “respingimenti” dei migranti. E’ inutile insomma gridare allo scandalo, tanto più in un caso come questo, visto che Yanukovich è nelle vesti di padrone di casa. Se lo si voleva punire, bisognava insomma che Monti & Co. boicottassero questa finale, come pure era stato detto.

Tutt’altra storia quella di Lukashenko, che è di fatto l’ultimo tiranno rimasto in Europa: una sorta di  dinosauro sopravvissuto fortunosamente al crollo del comunismo, che se ne sta abbarbicato al potere da quasi quarant’anni, educando i suoi sudditi al culto della personalità – la sua – e facendosi beffe dei diritti umani e delle regole più elementari della democrazia. Per farsene un’idea basta leggersi la sua biografia, integrandola magari con uno a caso fra i molteplici dossier che gli sono stati dedicati dagli organismi internazionali impegnati nel campo dei diritti civili. Solo un piazzista come Silvio Berlusconi poteva omaggiarlo di una visita, regalandogli quel minuto di celebrità che tutti i grandi stati del mondo gli negano da anni. Speriamo che Monti stasera nel vederlo si giri dall’altra parte. Anche così farebbe la differenza con il suo predecessore.

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