Nuovi muri e vecchie paure
La tentazione è antica, molto antica, come testimoniano i resti del Vallo di Adriano, costruito più di duemila anni fa. Ma se è vero che non c’è niente di più “umano” del costruire muri – di separazione o di difesa, poco importa - è altrettanto vero che, prima o poi, tutti i muri sono destinati a cadere. Berlino docet. Ed è la prova che queste fortezze, in realtà, anche se costruite con grande perizia, non servono affatto a fronteggiare i (presunti) pericoli ma solo a esorcizzare le nostre paure. Vecchie e nuove.
E’ appena uscito in Francia un bel libro – Murs. Une autre histoire des hommes (Editions Perrin), di Claude
Quétel - che prova a ricostruire la storia dell’umanità attraverso gli esempi di tutti quei muri che da un lato sono state delle grandi opere d’ingegno e dall’altr0 però sono state anche una tremenda aberrazione. Si va dalla Grande Muraglia Cinese al Muro che separa oggi Israele dai Territori Palestinesi Occupati, passando per il Muro della Peste a Marsiglia, nel ’700, il Muro eretto dal Marocco nel Sahara ex- spagnolo, il Muro elettrificato che separa oggi gli Stati Uniti dal Messico, fino agli ultimi epigoni: ad esempio il Muro di via Anelli, a Padova, contro gli immigrati. A differenza infatti di quanto si crede, infatti – non è affatto vero che con la caduta del Muro di Berlino, nel 1989, si sia smesso di credere nella utilità delle separazioni fortificate. Tutt’altro. E’ una tentazione che invece resiste, e semmai si declina con modalità nuove e con scopi diversi. Che vengono quasi sempre venificati, anche se a con un duro tributo di sangue.
Tra le novità dei nostri tempi ci sono ad esempio le gated communities, le cittadelle fortificate all’interno delle quali si trincerano i ricchi, con la speranza di riuscire a vivere al sicuro, isolandosi – con muri, guardie armate e sofisticati sistema di sorveglianza- dalle città circostanti. Il fenomeno è nato in America Latina, per proteggere i ricchi dalla violenza delle favelas, si è poi esteso agli Stati Uniti e da qualche anno ha preso piede anche nella vecchia Europa. Nel libro si parla di Villa Montmorency, nel cuore di Parigi: ville da 15 milioni di euro e appartamenti in affitto da non meno di 4mila euro al mese, un ghetto dorato per miliardari – come conferma un reportage del Corriere della Sera – che si illudono di potersi proteggere dal mondo esterno con il filo spinato. E’ l’ultima moda. ma anche questa, prima o poi, passerà.










Buongiorno, sto cercando disperatamente informazioni su questo libro… Esiste in traduzione italiana? Se no, quando mai potremo vederlo sugli scaffali delle nostre librerie?
Grazie,
Paolo
no, non c’è traduzione italiana e non so se mai ci sarà. Puoi comprare però la versione francese originale, su Amazon o qualsiasi altra libreria virtuale. ti arriva in due-tre giorni.