Ode alle frattaglie

feb 11, 2012 by

Ode alle frattaglie

Non so se mi iscriverò mai alla setta degli Adoratori della Cucina Libica - so che esiste, a Frascati – ma siccome sono due giorni che mi ingozzo giorno e notte di osban, deliziose salsiccie farcite di interiora, non posso non rendere omaggio alla cuoca, la signora Fatima, che non solo le ha cucinate ieri per noi, ma ce ne ha rifilate un numero impressionante da portare in albergo, forse per non dimenticarne il gusto troppo in fretta. 

A descriverlo, l’osban può anche suscitare un certo ribrezzo. Si tratta infatti di un budello, per la precisione di stomaco di  pecora, farcito con riso e interiora varie, dal fegato al rognone ed altre frattaglie. A gustarlo, vi assicuro invece che è una delizia, che nessun ristorante libico vi proporrà mai – anche se qualche guida ne segnala uno nella medina di Tripoli – e quindi dovrete pregare i vostri amici e contatti sul posto per poterlo assaggiare. Attenzione, però, perchè l’osban è ovviamente un piatto speziato, molto speziato, che si scioglie in bocca ma al tempo stesso la infiamma. Tenete perciò a portata di mano del pane e una brocca d’acqua. E non lasciatevi impressionare. E’ solo suggestione. 

In effetti, l’osban è un omaggio alla pecora, in un Paese di pastori che a questo animale deve la propria sopravvivenza. Ed è un ode alle frattaglie, cibo proletario di cui si sta perdendo l’abitudine. Nell’antichità era il quinto quarto dell’animale, vale a dire quello che restava dopo aver venduto ai nobili il primo quarto, alla Chiesa il secondo, alla borghesia il terzo e all’esercito il quarto. Per fortuna, nell’area mediterranea – sia sulla sponda sud che su quella nord – le frattaglie si usano ancora e mantengono intatto il loro fascino. Grazie anche alla signora Fatima. Che non ho avuto l’onore di guardare in faccia, visto che in Libia non è c’è l’abitudine di presentare le donne di casa agli ospiti, e che proprio per questo ringrazio doppiamente.    

* gustato il 10 febbraio, insieme a Cristiano Tinazzi, Massimiliano Campanile e Luciano Mazzini, a casa del nostro amico Hatim Shibi.

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2 Comments

  1. Asban è il piatto tipico della festa dell’Aid el Kbira. L’ingrediente principale è il prezzemolo con riso, fegato di agnello, polmone e cuore. Di solito si preparano in abbondanza, dipende dal numero di agnelli che si sacrificano. Una parte viene mangiato durante la festa il resto viene congelato per essere offerto agli ospiti importanti che passeranno nelle nostre case. C’è un altro tipo di asban che si prepara con le interiora “asban rghig”, piccoli involtini che vengono seccati al sole poi conservati in olio per tutto l’anno… serve per preparare chackshuka, tbieha…

  2. antonio

    A casa a tripoli lo mangiavamo molto spesso. E’ un piatto buono e gustoso. Ovviamente il tutto era pulito e ripulito dalle mamme che curavano il piatto. Mi ricordo che oltre alla ricetta di cui sopra con tutte le spezie aggiungevano la menta, Dava un sapore particolare. Però alla fine risultava un po pesante a digerirlo. Ma sono le conseguenza della cucina corposa e saporita.

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