Press Play-List
PPL. Una play-list della press che amo. Parlo di firme, di giornalisti cioè che vale la pena di leggere: perchè sono dotati di una bella penna, perchè sono credibili, perchè quello che scrivono stimola i neuroni superstiti e non si conforma alla melassa conformista dei media mainstream. E’ il mio modo di difendermi dall’infobesità dominante, l’unica diga sensata che riesco ad opporre alle news che mi accerchiano dappertutto: in redazione, in Rete, al telefono, al supermercato e in aeroporto. Per lavoro mi tocca dare un’occhiata a tutto, ma confesso che leggo con piacere solo quelli di cui mi fido: quelli che mi fanno godere o che mi danno un valore aggiunto. Questa è la mia personale play-list, in ordine rigorosamente sparso e condizionata ovviamente dai miei campi di interesse:
1) la striscia a fumetti di Stefano Disegni sul settimanale Sette del Corriere della Sera. Sul mondo rutilante della nostra tv è da anni un appuntamento imperdibile, l’unico che racconti i veri retroscena ed evidenzi i veri problemi : altro che gli articoli dei vari critici televisivi, ormai tutti marchettari.
2) gli articoli di Annalena Benini e Stefano di Michele su Il Foglio. Entrambi sono dotati di una penna che scorre come olio su tela e riesce a danzare con le parole tanto da procurarti un piacere viscerale, immediato. Una goduria, per il mio palato. 
3) I pochi mostri sacri ancora in circolazione che siano capaci di raccontare storie vere: Ettore Mo sul Corriere della Sera, Paolo Rumiz e Gianni Mura su Repubblica, Guido Ceronetti su La Stampa, Toni Capuozzo su Canale 5. Leggerli mi riconcilia con il mestiere. E non è poco, visti i tempi.
4) Il supplemento del sabato del Manifesto, Alias. Certo, non è La Talpa, che resterà sempre nel cuore di chiunque l’abbia letta, nei decenni ’80-’90. Ma ne ha mantenuto lo spirito iconoclasta e, soprattutto, dirige il suo sguardo laddove gli altri latitano, per il solito eccesso di conformismo. Una boccata di ossigeno.
5) Sugli avvenimenti nel mondo: Astrit Dakli dall’ex-URSS su Il Manifesto, Massimo Alberizzi dall’Africa sul Corriere della Sera, Ugo Tramballi dal Medio Oriente su Il Sole 24 Ore, Fausto Biloslavo dall’Afghanistan su Il Giornale, l’Osservatorio Balcani e Caucaso e Le Courrier International.
6) La rubrica quotidiana Innamorato Fisso di Maurizio Milani su Il Foglio. Quel tocco di non sense che ti aiuta a vivere.
P.S. Sono certo di aver dimenticato qualcuno. Ma Umberto Eco insegna che le liste danno le vertigini. E comunque faccio sempre in tempo a rimediare.











Quello che mi scrivono gli altri e le mie repliche: