Siamo tutti giornalisti ?

set 13, 2011 by

Siamo tutti giornalisti ?

Qualcuno in Rete storcerà la bocca vedendo che ho usato il punto interrogativo e non il  punto, a chiusura del titolo. Mentre qualcun’altro, nelle redazioni, potrebbe inorridire alla sola idea di quel punto, senza interrogativo. In ogni caso il problema esiste. Ed è giusto affrontarlo senza alzare steccati corporativi, ma anche senza fare demagogia da quattro soldi.

Riflette da tempo su questo tema il gruppo di lavoro che pubblica sul sito LSDI. Ed è di questi giorni un lungo articolo che fa il punto sul dibattito internazionale in corso, con precisione e ricchezza di link. Provo a riassumerlo per i più pigri, ma invito tutti a leggerlo, perchè ne vale la pena. Procediamo per punti:

1) Con il web 2.0 e la nascita della Rete partecipativa si è rotto per sempre il monopolio dell’informazione, prima saldamente in mano ai professionisti del settore: giornalisti, media mainstream e fonti istituzionali. Il risultato è che oggi c’è sempre più gente che produce, analizza, pubblica e si scambia informazioni e conoscenze, al di fuori dei canali tradizionali. E’ la democrazia della Rete, è il massimo del pluralismo, ma non è tutto oro quel che luccica.

2) Chiunque può fare atti di giornalismo, raccogliendo e diffondendo informazioni. Quindi il giornalismo non può più essere definito attraverso chi lo fa, ma semmai per il valore aggiunto che dà alle informazioni su cui lavora. In termini di serietà, competenza trasparenza e rispetto della deontologia.

3) Se fare atti di giornalismo è ormai alla portata di tutti, farne la propria professione richiede un’abnegazione e un investimento senza precedenti. Solo chi lo capirà avrà la possibilità di sopravvivere e di reinventarsi, con un ruolo nuovo e più complesso, nel mondo di domani. Che è già cominciato.

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