Sul consumo delle notizie

lug 10, 2012 by

Sul consumo delle notizie

E’ on line da qualche giorno il Digital News Report 2012 del prestigioso Reuters Institute for the Study of Journalism ed è un’ottima occasione per fare il punto su come cambia il consumo delle notizie nell’era del digitale. Il Rapporto si basa su un sondaggio effettuato in 5 Paesi - Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania e Danimarca – ma molti dei trend individuati sembrano avere una portata generale, valida cioè per altri Paesi post-industriali. Spero perciò che questo Rapporto stimoli un qualche dibattito anche qui in Italia, dal momento che nel nostro mondo dell’editoria tutti straparlano di rivoluzione digitale ma in pochi vi si adeguano, con opportune politiche.

Un primo dato interessante è che il passaggio dal cartaceo al digitale è stato più rapido negli Stati Uniti di quanto sta avvenendo in Europa. Mentre infatti oltre oceano l’accesso alle news avviene soprattutto online (86%), in Inghilterra e Danimarca questa percentuale cala al 82%, scende al 77% in Francia e al 61% in Germania.  Discreto, anche se in calo, resta l’appeal della televisione: la usano per informarsi il 69% degli americani, il 76% degli inglesi, l’80% dei francesi, l’81% dei danesi e l’87% dei tedeschi.  Basso, invece, l’accesso alle news tramite carta stampata: vi ricorre il 45% degli americani, il 54% degli  inglesi, il 57% dei francesi e dei danesi, il 68% dei tedeschi. Fanalino di coda la radio, usata come fonte di accesso alle notizie dal 33% in USA, 40% in Danimarca, 43% in Francia, 45% in UK e 68% in Germania.                                                                                                      

Che le news online siano sempre più competitive lo conferma  comunque il confronto diretto con l’accesso “tradizionale”. In Inghilterra, ad esempio, il 58% degli utenti della BBC preferisce l’accesso online e il 69% quello tradizionale, percentuale che sala al 15% (contro il 22%) per gli utenti SKY, al 10% (contro il 4%) per il Guardian, al 13% (contro il 14%) per il Mail.  Scarsa però resta la propensione a pagare per le news online: si va dal 12% in Danimarca al 4 % del Regno Unito, anche se i giovani sembrano se non altro disposti a pagare in futuro, molto di più di quanto lo siano gli ultra-cinquantenni.

Di particolare interesse è la sezione relativa ai cosiddetti “nativi digitali. I cui comportamenti online sono assai diversi dagli utenti della Rete di una certa età. Sono soprattutto i giovani ad usare infatti i social network per accedere alle news – la percentuale è sul 20% -  e a consumarle su smart phone e tablet, strumenti che restano di scarsa attrazione per i più anziani. Così come sono i giovani i più bramosi di partecipazione e condivisione, anche delle notizie. Probabilmente è da questa sezione che si intravede il nostro futuro, un futuro che a ben vedere non è così lontano.

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