Sul gonzo Journalism

giu 30, 2012 by

Sul gonzo Journalism

Magari è colpa dell’afa e non tanto della triste condizione in cui versa oggi il giornalismo. Oppure  è stata una semplice associazione di idee per aver visto esposta in una vetrina una magnum di rum Matusalem Gran Riserva. Fatto sta che oggi mi è venuta voglia di tradurre la lettera con cui il grande, mitico Hunter S. Thompson propose i suoi servigi giornalistici al Vancouver Sun.  E’ del 1958, ma graffia e morde ancora. Tant’è che la rivista francese Feuilleton – splendida -  l’ha utilizzata come prefazione al suo ultimo numero, appena uscito.

“Signore, ho goduto come un pazzo nel leggere l’articolo del Time Magazine apparso questa settimana  sul Sun; ed è per questo, oltre che per augurarvi un eccellente prosecuzione, che vorrei proporvi anche i mei servizi.                                                                          

Dal momento che non ho avuto ancora modo di leggere un numero completo del nuovo Sun, questa mia offerta non può che essere provvisoria. Ho pestato una merda grossa come una casa l’ultima volta che sono stato assunto in un giornale su cui avevo dimenticato di prendere informazioni (si vedano i ritagli che ho accluso) e non sono ancora pronto a lanciarmi di nuovo a testa bassa contro un muro.  Quando leggerete questa lettera avrò comunque fatto in tempo a procurarmi dei numeri recenti del Sun.  E a meno  che non valgano nulla, questa mia offerta sarà sempre valida. Che la mia arroganza  non  vi sembri involontaria perchè, se devo offendervi, preferisco farlo adesso e non dopo aver cominciato a lavorare per voi.                                                                                         

Non sono stato veramente sincero con il precedente datore di lavoro, finchè non mi ha assunto. Dopo è stato come se il marchese de Sade si fosse reso conto di lavorare per Bill Graham. Quell’uomo mi odiava, evidentemente. Per lui, come per tutto ciò che rappresentava, nutrivo solo del disprezzo. Se voi doveste parlarci, lui vi direbbe che io “non sono affabile, (che io) detesto la gente, (che io) mi sento troppo superiore per mischiarmi alla plebe”. (Si tratta di una citazione autentica di un memo che lui ha spedito all’editore). 

Non c’è nulla che valga quanto le buone referenze.

Ovviamente. se interrogaste altre persone per cui ho lavorato ottereste un ventaglio di risposte un po’ più variegato. E se questa mia lettera vi interessa abbastanza per rispondermi sarò felice di darvi una lista di referenze, compresa quella del tipo per cui lavoro adesso.

I ritagli che ho accluso vi daranno un’idea di chi sono. Va detto però che sono datate, di un anno, e nel frattempo sono cambiato. Tra l’altro, ho seguito dei corsi di scrittura all’Università di Columbia nel tempo libero; ho imparato un sacco di trucchi sul mondo dell’editoria e ho sviluppato un sano disprezzo per la professione giornalistica. A mio modo di vedere trovo veramente assurdo che un mondo così potenzialmente dinamico e vitale come quello del giornalismo sia infestato da scocciatori, scansafatiche ed altri scribacchini malati di miopia, apatia e sufficienza, che provano a galleggiare nel fango della loro mediocrità. Se è da questo che voi cercate di preservare il Sun, penso che mi piacerà lavorare per voi. 

Per quanto riguarda la mia esperienza, ho curato essenzialmente delle rubriche sportive, ma posso scrivere di tutto, dalla propaganda militarista alla critica letteraria erudita. Posso lavorare 25 ore al giorno se serve, vivere di un salario ragionevole e me ne fotto della sicurezza del posto di lavoro, della politica amministrativa e delle cattive relazioni pubbliche. Preferirei restare disoccupato che lavorare per un giornale di cui dovermi vergognare.  C’è una bella scarpinata da qui alla Columbia canadese, ma affronterei lo stesso il viaggio.

Se voi pensate di potermi utilizzare non esitate a scrivermi. In caso contrari. buona fortuna lo stesso.

Saluti

Hunter S. Thompson “

 

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3 Comments

  1. A proposito di Rum ho visto il film dopo aver letto il libro e confrontandoli trovo il film un po’ una cagata riadattata per il grande pubblico. Chenault intanto non è la donna di Sanderson ma di un altro figlio di puttana ubriacone del giornale e la storia d’amore non esiste, nel senso che lui voleva farsela e poi per una serie di coincidenze se la fa ma tutto lì. Niente sguardi fugaci e cazzate. Deludente. Ecco, meglio immaginarsi le Cronache attaverso il libro e attaverso la propria testa. Molto più impegnato sul giornalismo. Meno sullo scandalo del business che nel libro manco c’è. Per lui è un lavoro come un altro, altro che cupole. Un saluto e buon Rum. Io mi faccio un Martini bianco.

    • admin

      Per dovere di cronaca sappi che il Matusalem – ahimè – non l’ho comprato e, quindi, l’ispirazione etilica è stata in questo caso solo ideale. A spingermi a bere è semmai la tua pessima scelta: il Martini bianco lo bevevo al liceo, poi ho scoperto lo shacker il cocktail Martini e sono diventato adulto…

      • Ciccio ho tutto l’armamentario in casa, mica stiamo parlando con apprendisti etilici. Però la variante Martini, ghiaccio, limone e una spruzzata di the con sto caldo la preferisco

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