Teppismo & Rivoluzioni

ott 15, 2011 by

Teppismo & Rivoluzioni

Non l’ha scritto nessuno e non esistono studi al riguardo ma posso assicurarvi – perchè me l’hanno raccontato in tanti, sul posto -  che le cosiddette “primavere arabe”, in Egitto, Tunisia, Libia e non solo, sono state alimentate soprattutto dai giovani delle tifoserie calcistiche organizzate. I quali erano gli unici abituati da anni a “confrontarsi” con le forze dell’ordine, tutte le domeniche negli stadi, ed avevano inoltre maturato  un antagonismo radicale nei confronti del Potere e dei loro rappresentanti. Sono stati loro ad avere il coraggio che è mancato ai loro padri. Il coraggio di dire BASTA. E sono stati loro a scendere nelle piazze, a non indietreggiare di fronte alle cariche della polizia, ad essere iconoclasti, ironici e decisi ad andare fino in fondo, come insegna la legge degli stadi, in tutto il mondo. Molti amici arabi mi hanno confessato di essere stati trascinati in piazza dai loro figli e dalla loro mentalità da ultras, che prima detestavano e oggi invece apprezzano, o quantomeno giustificano, perchè oggi finalmente riconoscono ai loro figli il merito di non aver avuto la pazienza di sopportare e di subire per tutta la vita. Così è stato cacciato, a calci in culo, Ben Ali in Tunisia. E così finiranno altri dittatori.

Un meccanismo analogo si era instaurato ai tempi delle ultime guerre balcaniche, quando gli odi etnici maturati alla fine degli anni ’80 trovarono proprio negli stadi una terribile cassa di risonanza. Nelle “curve” vennero reclutati molti cetnici serbi e ustascia croati. E la mentalità da stadio fu assai importante nella (ri)costruzione delle identità nazionali,  forgiata nell’odio per l’altro e nella celebrazione dei propri miti storici. Le guerre in ex-Iugoslavia vennero alimentate dalle “Curve”. E senza gli ultras non sarebbero sopravvissuti nè il mito di Arkan nè il consenso di Milosevic, così quello di Tudjman e degli altri leader balcanici dell’epoca post-titoista.

Qui da noi, in Occidente, sta capitando qualcosa di simile. Vedo infatti molti ultras delle nostre curve fra i desperados che periodicamente mettono a ferro e fuoco le nostre città, anche in occasione di manifestazioni politiche. E’ la jacquerie che fa da contorno ai nuovi movimenti antagonisti, da Seattle in poi. E’ la violenza per la violenza, gratuita ed anti-stato, che crea identità di gruppo più che politica. Tutta un’altra maniera di stare nelle piazze, che solo a parole si rifà alla violenza politica degli anni 70, senza mai eguagliarne le capacità militari e puntando solo alla devastazione. E forse è un fenomeno più da studiare che da criminalizzare o snobbare.

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7 Comments

  1. alexfaro

    per me questa è una emerita cazzata,infatti è documentato che i primi cd leaders del movimento,Egiziano sono stati,in realtà,organizzati,addestrati(e finanziati!) alla lotta non violenta dall’organizzazione OTPOR Serba la prima a riuscire a rovesciare un governo,ostile all’occidente,sopratutto agli USA,con la prima delle famose o famigerate cosiddette”rivoluzioni colorate”,la quale organizzazione è notoriamente supportata e finanziata dal NED(national endowment for democracy)dal finanziere Soros ed infine dal dipartimento di stato USA nonchè da una pletora di ONG varie,tutte in vario modo,legate agli USA o all’UE,ed alla NATO(e forse si vocifera anche dalla CIA).
    infatti il simbolo dell’OTPOR è guarda caso lo stesso(un pugno chiuso!)della controparte Egiziana,una coincidenza?(ma x favore!)
    un saluto
    alexfaro

    • admin

      Quello che dici, Alessandro, è (in parte) vero ma non contraddice affatto quello che dico io. Inoltre, ti consiglio vivamente di farti un giro in Egitto, in Libia o in Tunisia, tanto per verificare dal vivo la fondatezza o meno delle tue tesi complottiste e anti-americane. Sai, a volte le teorie possono essere affascinanti ma non corrispondere alla realtà.

  2. claudio

    la mentalità ultras negli scontri di piazza c’entra eccome

  3. gengiss

    Solo una precisazione per la tesi complottista di Alextaro:
    il governo di Mubarak non era affatto ostile all’Occidente (nè ad Israele), anzi…
    Prima cerchiamo di essere d’accordo sui fatti, poi magari ci divideremo sulle interpretazioni

    • admin

      Ragazzi, io sto solo cercando di dire una cosa, che prende spunto dalle rivolte di piazza nel Maghreb e dalle ultime guerre per focalizzare un dato che oggi riguarda anche l’Italia. La mia tesi è questa: c’è una gioventù incazzata, disperata, luddista, nichilista – e chi più ne ha più ne metta – che negli stadi, nelle “curve”, impara giovanissima a confrontarsi con il Potere Costituito e che poi trasferisce questa modalità di scontro nelle piazze, in occasoni anche politiche. L’ideologia che anima questi gruppi è vetusta, spesso confusa ma tutta tesa ad affermare un’identità antagonista allo Stato (e al Sistema), ma senza progetto. Nelle Primavere arabe, questa gioventù (e il suo coraggio) sono state messe al servizio di una battaglia politica chiara e largamente condivisa: il rovesciamento dei regimi al potere. Nelle guerre balcaniche, infine, questa stessa gioventù è stata instradata sui binari dell’odio etnico e della ricostruzione delle identità nazionali, dopo la fine della ex-Iugoslavia. Chiaro? Non discuto l’influenza degli USA sulle Primavere Arabe, nè le manipolazioni mediatiche che hanno accompagnato le rivoluzioni “colorate”. Ma questa è un’altra storia. Uff.

      • jonathan

        Amedeo, trovo molto interessante il tuo “fil rouge”, però si può arrivare ad evidenziare delle connessioni tra i diversi movimenti rivoluzionari solo avendoli vissuti dal di dentro o almeno avendone raccolte le testimonianze dirette, a partire dalla base, come hai fatto tu.
        Penso che pochissimi abbiano avuto la possibilità di farlo e anche quei pochi, non è detto che abbiano avuto il desiderio di capire quale fosse la vera anima dei movimenti e altresì abbiano avuto la medesima capacità di analisi, motivo per cui al momento non puoi esimerti dal rivestire il ruolo della “Cassandra” della situazione.
        Nei commenti che ho letto non mi sembra che la tua visione sociologica del fenomeno sia stata compresa appieno.
        Se la storia ti desse ragione significherebbe che le tante nuove primavere siano scaturite dalla compenetrazione di due partnership una ideologica che indicherebbe la direzione per il raggiungimento di una visione su come cambiare la situazione politica in stallo e un braccio violento, senza il quale la prima componente non riuscirebbe neanche a confrontarsi in piazza.
        I sillogismi corrono oltre …se questo fosse vero, intenderesti dire che nei recenti scontri di piazza S. Giovanni se gli indignati avessero inglobato le frange espressione di una violenza acefala , il movimento si sarebbe trasformato in una potenziale “primavera” italiana?
        Nel 2008 mi trovavo in Iran durante gli scontri, quello che fu censurato dalla TV e dai media iraniani (i giornalisti occidentali non poterono documentarlo) fu un enorme sit, cui partecipò un fiume di persone imbavagliate, in un silenzio irreale. E’ “politically correct” sedare una rivolta violenta, molto meno una manifestazione pacifica che coinvolga milioni di persone.
        Vorrei pensare da indomita idealista che sono, che in un paese civile e democratico il cambiamento possa passare attraverso gli strumenti civili del voto e della manifestazione del dissenso…mi piacerebbe sapere cosa ne pensi con il tuo occhio attento ai segnali del mondo e della storia.

  4. alexfaro

    e chi ha mai detto che Ben Alì e Mubarak erano ostili all’occidente!io mi riferivo principalmente alla Costa d’Avorio,di Gbagbo,al Sudan di Bashir e sopratutto alla Libia di Gheddafi ed alla Siria di Assad!questi stati sì che erano o sono diventati ostili all’occidente imperialista e colonial/capitalista anche se con diversi cedimenti ed a volte con interessi opportunistici,ecc….
    infatti sia ben Alì che Mubarak erano come suol dirsi il “nostro figlio di puttana”(nostro da parte degli USA/UK/UE e potentati finanziari varii,x intederci)e come è(ed era)solito dei vari governi USA,dopo aver spremuto ben bene ogni risorsa sia del territorio che dei suoi abitanti,dicevo dopo si è visto che il “vecchio dittatore”,non funziona più bene,allora via questo e sotto un altro,con la “solita rivoluzione variamente colorata”oppure con lo scatenamento di una guerra civile(x gli stati non allineati ai diktat occidentali)oppure x meglio confondere le idee della opinione pubblica mondiale con le”opportune cd”elezioni democratiche,fatte in paesi che non hanno mai avuto una benchè minima coscienza di cosa sia la vera democrazia e il risultato alla fine è sempre quello,cioè l’instaurazione di un “governo” prono agli interessi ed agli ordini delle organizzazioni internazionali come il FMI,la banca mondiale,ecc…,istituzioni create ad arte x succhiare le ricchezze naturali ed impoverire i popoli sottomessi,con il cappio del “debito”con lo scopo di fare arricchire sempre di più i”soliti”finanzieri e capitalisti mondiali,mentre una gran parte della popolazione,della Terra vive nella povertà più totale e molte persone non hanno nemmeno il cibo x sopravvivere!
    x concludere,caro Gengiss il mio post precedente pecca di non essere stato più esaustivo x mancanza di tempo e x la fretta che avevo nello scriverlo.
    un saluto
    alexfaro

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